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Periartrite: cos’è, sintomi, cause e cure per tornare a muovere bene l’articolazione

~February 26, 2026
10 minuti
persona con periartrite

La periartrite è un termine “ombrello” che descrive un’infiammazione o irritazione dei tessuti che stanno intorno a un’articolazione (tendini, borse sierose, legamenti, capsula articolare). In pratica, il problema non è per forza “dentro” l’articolazione, ma spesso riguarda ciò che la fa funzionare ogni giorno: strutture che guidano il movimento, lo stabilizzano e lo rendono fluido. È una condizione frequente, soprattutto a carico di spalla, anca e, più raramente, di altre sedi, e può comparire dopo sovraccarichi, movimenti ripetitivi, posture prolungate o piccoli traumi.

Se stai leggendo perché hai dolore e rigidità, sappi che nella grande maggioranza dei casi la periartrite si gestisce con un percorso ragionato: identificare i fattori che la mantengono, ridurre l’infiammazione, recuperare mobilità e forza con tempi adeguati. L’obiettivo non è solo “far passare il dolore”, ma anche tornare a usare l’articolazione in modo sicuro e prevenire ricadute.

Cos’è la periartrite e cosa significa davvero

Con “periartrite” si intende una sofferenza dei tessuti periarticolari. È un modo semplice per dire: dolore e limitazione di movimento possono nascere da strutture “di contorno”, non necessariamente dalla cartilagine o dall’osso. Questo è importante perché orienta il tipo di valutazione e di trattamento.

Nel linguaggio comune, spesso si usa “periartrite” come sinonimo di “infiammazione articolare”, ma in realtà può includere quadri diversi: tendiniti, borsiti, irritazione capsulare, ispessimento dei tessuti, contratture reattive. Per esempio, alla spalla la periartrite è spesso collegata alla cuffia dei rotatori, un gruppo di tendini fondamentali per stabilizzare e muovere il braccio.

Periartrite della spalla, dell’anca e di altre sedi

La sede più conosciuta è la periartrite della spalla, perché può rendere difficili gesti quotidiani come vestirsi, pettinarsi o prendere un oggetto in alto. All’anca, la periartrite può dare dolore laterale (zona del grande trocantere), fastidio nel camminare o nel salire le scale, e talvolta dolore notturno sul fianco. In altre aree, il termine viene usato più raramente, ma il concetto resta lo stesso: tessuti periarticolari infiammati o “stressati”.

È utile distinguere periartrite da condizioni che coinvolgono più direttamente l’articolazione, come l’artrosi, che è un processo degenerativo prevalentemente cartilagineo, o alcune forme di artrite infiammatoria. Detto questo, le condizioni possono anche coesistere: una spalla con artrosi può sviluppare anche una periartrite per compensi e sovraccarichi.

Sintomi della periartrite: come si riconosce

I sintomi cambiano in base alla sede e alle strutture coinvolte, ma ci sono segnali ricorrenti. Più che un singolo sintomo, conta la combinazione: dolore, rigidità e riduzione della funzione.

  • Dolore localizzato o irradiato:Spesso peggiora con alcuni movimenti (alzare il braccio, ruotare, camminare a lungo) e può irradiarsi ai distretti vicini. Alla spalla, può arrivare verso il braccio; all’anca può scendere verso la coscia.

  • Rigidità e limitazione del movimento:Puoi notare un “fine corsa” doloroso, difficoltà a raggiungere certe posizioni o una sensazione di blocco. In alcune forme, la rigidità mattutina dura pochi minuti, in altre può essere più persistente.

  • Dolore notturno e disturbo del sonno:Non è raro svegliarsi se ci si appoggia sul lato dolente o dopo aver mantenuto la stessa posizione a lungo.

  • Debolezza o perdita di controllo: Non è sempre una vera perdita di forza: spesso è il dolore che “spegne” il movimento. Ma col tempo, se si usa meno l’articolazione, la debolezza può diventare reale.

  • Dolore alla palpazione e fastidio su specifici punti:Alcune aree diventano molto sensibili (per esempio regione laterale dell’anca o punto anteriore/laterale della spalla), tipico di tendini e borse irritate.

Un elemento pratico: se il dolore cambia molto in base al gesto, alla postura o al carico, spesso si tratta di un problema meccanico dei tessuti periarticolari più che di un dolore “costante” e indipendente dal movimento. Naturalmente, serve sempre una valutazione clinica per inquadrare bene.


Cause e fattori di rischio della periartrite

Di solito la periartrite nasce da un insieme di fattori, più che da una singola causa. Anche quando “parte” dopo un episodio preciso, spesso sotto c’è un sovraccarico accumulato nel tempo.

  • Movimenti ripetitivi e sovraccarico:Lavori manuali, sport con gesti ripetuti, sollevamento di pesi senza progressione o recupero: i tendini e le borse possono irritarsi se la dose di carico supera la capacità di adattamento.

  • Posture prolungate e scarsa variabilità:Stare a lungo al computer o con le spalle “in avanti” può alterare la meccanica della spalla e favorire irritazioni. Anche alcune alterazioni del rachide, come l’ipercifosi, possono contribuire a un pattern di movimento meno efficiente.

  • Traumi o microtraumi:Una caduta, un movimento brusco o anche un piccolo incidente possono scatenare dolore. Talvolta il quadro ricorda uno stiramento muscolare o una tendinopatia acuta, che poi evolve in irritazione persistente se non si recupera bene.

  • Età e cambiamenti dei tessuti:Con il tempo, tendini e borse possono diventare più sensibili ai carichi e recuperare più lentamente. Non significa “rassegnarsi”, ma programmare meglio attività e recupero.

  • Metabolismo e condizioni generali:Alcune condizioni (per esempio alterazioni glicemiche) possono influire sulla salute dei tessuti e sui tempi di recupero. In generale, un buon metabolismo e uno stile di vita equilibrato aiutano anche i processi riparativi.

In alcune situazioni, soprattutto se il dolore è diffuso o associato a gonfiore importante, calore marcato o sintomi sistemici, serve escludere diagnosi diverse. La parola “periartrite” non dovrebbe diventare un’etichetta generica: meglio usarla come punto di partenza per capire “quale tessuto” e “quale gesto” stanno creando il problema.

Periartrite e diagnosi: come si valuta

La valutazione parte quasi sempre da anamnesi e visita: quando è iniziato il dolore, cosa lo peggiora, che movimenti sono limitati, quali attività hai cambiato, che lavoro fai, se ci sono stati traumi. Il medico (o lo specialista) osserva mobilità, forza, qualità del movimento e punti dolenti. Spesso già qui si riesce a capire se il problema è più tendineo, più bursitico o più capsulare.

Quando serve, si ricorre a esami di imaging. L’ecografia è molto utile per tendini e borse (per esempio alla spalla o all’anca) e permette anche un confronto dinamico. In altri casi, una risonanza magnetica può essere indicata se i sintomi persistono, se c’è un sospetto di lesione più complessa o se la diagnosi non è chiara. Le rx spalla o altre radiografie servono soprattutto per valutare componenti ossee o artrosiche, non tanto i tessuti molli.

Un aspetto pratico: gli esami sono strumenti, non sentenze. È normale che un referto descriva “segni di degenerazione” o “tendinopatia” anche in persone senza dolore. Per questo conta sempre collegare il referto ai sintomi e alla visita.

Cure per la periartrite: cosa funziona davvero

La gestione della periartrite è spesso graduale. L’idea è creare le condizioni perché i tessuti tornino tolleranti al carico: meno irritazione, più movimento di qualità, recupero di forza. Non esiste un’unica terapia valida per tutti, ma esistono principi solidi.

Riposo relativo e modifica dei carichi

“Riposo” non significa immobilità totale, che può peggiorare rigidità e perdita di forza. In genere si parla di riposo relativo: ridurre o evitare per un periodo i gesti che scatenano dolore importante (soprattutto sopra la soglia di tolleranza), mantenendo però un movimento dolce e controllato. Per la spalla, spesso aiuta limitare per un po’ lavori sopra la testa; per l’anca, ridurre lunghe camminate in salita o corsa.

Fisioterapia ed esercizi mirati

La fisioterapia è uno dei pilastri più utili perché lavora sia sul sintomo sia sulle cause funzionali: mobilità, controllo motorio, forza e progressione del carico. L’esercizio, se ben dosato, è spesso ciò che “spegne” la sensibilità del tessuto nel medio periodo.

  • Esercizi di mobilità:Servono a ridurre rigidità e recuperare ampiezza di movimento senza irritare ulteriormente. Di solito si parte con movimenti lenti, assistiti, a bassa intensità.

  • Rinforzo progressivo:Si lavora sui muscoli che stabilizzano l’articolazione e sui tendini coinvolti. La progressione è fondamentale: troppo poco non stimola adattamento, troppo presto riaccende il dolore.

  • Rieducazione del gesto:Correggere il modo in cui alzi il braccio, cammini o carichi un peso può ridurre stress su tendini e borse. Questo rientra nella rieducazione motoria e spesso fa la differenza nel prevenire ricadute.

Terapie fisiche strumentali: quando possono aiutare

In alcune fasi, il clinico può proporre terapie strumentali come supporto: ad esempio tecarterapia, laserterapia o, in contesti selezionati, onde urto. Non sono “magiche” e non sostituiscono gli esercizi, ma possono ridurre dolore e facilitare il recupero se inserite in un programma completo e personalizzato.

Farmaci: un aiuto, non l’unica soluzione

Quando il dolore è importante, il medico può valutare farmaci per ridurre infiammazione e dolore, come analgesici o antinfiammatori. Per esempio, in alcune situazioni possono essere usati farmaci come ibuprofene o paracetamolo, sempre seguendo indicazioni mediche, considerando età, altre terapie e condizioni cliniche. In casi selezionati possono essere considerati anche trattamenti infiltrativi, ma vanno discussi con il professionista perché indicazioni e benefici dipendono dalla sede e dalla diagnosi precisa.

Quanto dura una periartrite e tempi di recupero

La durata varia molto: alcune periartriti migliorano in poche settimane, altre richiedono mesi. Dipende da quanto tempo è presente il problema, da quanta irritazione c’è, dal tipo di tessuto coinvolto, dal livello di carico quotidiano (lavoro, sport, cura della casa) e da quanto è costante il percorso riabilitativo.

In linea generale, ci sono tre passaggi chiave: 1) controllo del dolore e recupero di un movimento “tollerabile”, 2) ricostruzione della capacità di carico (forza e resistenza), 3) ritorno graduale alle attività specifiche. Saltare il secondo passaggio è una delle cause più comuni di ricaduta: il dolore si calma, ma il tessuto non è ancora pronto per le richieste di prima.


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Periartrite: cosa evitare per non peggiorare

Ci sono comportamenti che, senza volerlo, possono mantenere l’irritazione. L’idea non è “avere paura di muoversi”, ma fare scelte intelligenti mentre si recupera.

  • Immobilizzare a lungo l’articolazione:Bloccare completamente il movimento può aumentare rigidità e ridurre la tolleranza al carico.

  • Allenarsi sopra il dolore ogni giorno:Un fastidio lieve può essere accettabile, ma dolore intenso o che dura molte ore dopo l’attività è un segnale che il carico è troppo.

  • Fare “tanti esercizi” senza progressione:Meglio pochi esercizi scelti bene, con dosaggio e progressione. Il volume da solo non è sinonimo di efficacia.

  • Ignorare postura e gesti ripetitivi:Se il problema nasce da un sovraccarico quotidiano, curare solo la fase “acuta” spesso non basta.

Prevenzione: come ridurre il rischio di recidive

La prevenzione non significa eliminare ogni sforzo, ma rendere i tessuti più capaci e resilienti. Un approccio semplice e sostenibile è quello che funziona meglio.

  • Progressione graduale dei carichi:Se riprendi sport o palestra, aumenta intensità e volume poco per volta. Il corpo si adatta, ma ha bisogno di tempo.

  • Forza e controllo del movimento:Allenare i muscoli stabilizzatori (spalla, anche, tronco) migliora la qualità del gesto e riduce stress su tendini e borse.

  • Pausa attiva e varietà:Alternare attività, fare micro-pause e cambiare posizione durante la giornata riduce la somma dei microtraumi.

  • Stile di vita:Sonno, alimentazione e gestione dello stress possono influire sulla percezione del dolore e sui tempi di recupero. Un’alimentazione equilibrata, come la dieta mediterranea, è spesso un buon riferimento generale.

Quando consultare un medico

È consigliabile consultare un medico se il dolore dura da più di 2–3 settimane senza migliorare, se limita in modo significativo le attività quotidiane o il sonno, se compare dopo un trauma importante, o se noti debolezza marcata, formicolii persistenti, febbre, gonfiore evidente e caldo intenso dell’area. In particolare, se il dolore al braccio si associa a sintomi atipici o preoccupanti, è sempre meglio farsi valutare: alcune condizioni possono imitare una periartrite e richiedono un inquadramento diverso, come certe forme di cervicalgia o, più raramente, problemi non muscolo-scheletrici.

FAQ sulla periartrite

La periartrite è uguale all’artrite?

No. La periartrite riguarda soprattutto i tessuti intorno all’articolazione (tendini, borse, capsula). L’artrite indica un’infiammazione dell’articolazione “in sé”. I sintomi possono somigliarsi, ma la gestione può essere diversa.

La periartrite alla spalla è sempre la stessa cosa della capsulite?

Non sempre. La capsulite adesiva è un quadro specifico con rigidità marcata e progressiva della spalla. La periartrite è un termine più ampio e può includere tendinopatie e borsiti. La visita clinica aiuta a distinguere.

Quali esami servono per la periartrite?

Spesso basta la visita. Se necessario, l’ecografia è utile per tendini e borse; la risonanza magnetica si valuta quando il quadro è complesso o non migliora. La radiografia può essere indicata per escludere o valutare componenti ossee o artrosiche.

La periartrite passa da sola?

A volte migliora con riduzione del carico e tempo, ma se i fattori che l’hanno causata restano (movimenti ripetitivi, posture, debolezza), può diventare persistente o recidivare. Un percorso di esercizi mirati riduce il rischio di cronicizzazione.

Meglio caldo o freddo?

Dipende dalla fase e dalla sensibilità individuale. In una fase molto irritativa, il freddo può dare sollievo temporaneo; in una fase più “rigida”, il caldo può facilitare il movimento. Sono strategie sintomatiche: l’elemento centrale resta la progressione del movimento e del carico.

Posso continuare a fare sport con la periartrite?

Spesso sì, ma con adattamenti: ridurre i gesti dolorosi, modulare intensità e volume, e inserire esercizi di rinforzo e controllo. Se il dolore aumenta nettamente o dura molte ore dopo l’attività, serve rivedere il programma con un professionista.


AutoreElty

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