GuideOtorinolaringoiatriaDifficoltà a deglutire: cause, sintomi, diagnosi e rimedi

Difficoltà a deglutire: cause, sintomi, diagnosi e rimedi

difficoltà a deglutire
Elty
Oct 26, 2026·10 min
In sintesi

Cosa troverai in questo articolo.

  • Riconoscerai i principali segnali della disfagia e le differenze tra difficoltà con liquidi, solidi e saliva.

  • Scoprirai quali condizioni possono causare una difficoltà a deglutire e quali esami aiutano a individuarne l'origine.

  • Troverai indicazioni sui trattamenti, sulla rieducazione logopedica e sui segnali che richiedono una valutazione tempestiva.

Indice

10 sezioni
  1. 01Cos'è la difficoltà a deglutire (Disfagia)
  2. 02Sintomi principali: come riconoscere la disfagia
  3. 03Le cause più comuni della difficoltà a deglutire
  4. 04Difficoltà a deglutire liquidi vs. solidi: le differenze
  5. 05Disfagia nell'anziano: cause e fattori di rischio
  6. 06Diagnosi: quali esami fare per la difficoltà a deglutire
  7. 07Rimedi e trattamenti per la disfagia
  8. 08Esercizi di rieducazione per migliorare la deglutizione
  9. 09Quando è necessario consultare un medico?
  10. 10Prevenzione e consigli per una deglutizione sicura

La difficoltà a deglutire può manifestarsi come la sensazione che cibo o liquidi si fermino in gola, scendano con fatica o provochino tosse durante il pasto. Il termine medico è disfagia. Non è una malattia unica, ma un sintomo che può dipendere da alterazioni della bocca, della gola, dell'esofago, dei nervi o dei muscoli coinvolti nella deglutizione.

Un episodio occasionale, per esempio dopo aver mangiato troppo velocemente, non indica necessariamente un problema. Se la difficoltà si ripete, peggiora, causa calo di peso, tosse durante i pasti o la sensazione di soffocamento, è invece importante richiedere una valutazione. La disfagia può aumentare il rischio di disidratazione, malnutrizione e ingresso di cibo nelle vie respiratorie.

La valutazione iniziale può coinvolgere uno specialista in otorinolaringoiatria, un gastroenterologo, un neurologo o un logopedista, in base alle caratteristiche del disturbo. Individuare il punto in cui la deglutizione si altera aiuta a scegliere gli esami e il percorso più appropriati.

Cos'è la difficoltà a deglutire (Disfagia)

La deglutizione è una sequenza coordinata di movimenti che porta saliva, cibo e bevande dalla bocca allo stomaco, proteggendo contemporaneamente le vie respiratorie. La disfagia compare quando una o più fasi di questo processo diventano difficili, lente, dolorose o poco sicure.

Si distinguono soprattutto due forme. La disfagia orofaringea riguarda l'avvio della deglutizione e il passaggio dalla bocca alla gola. Può causare difficoltà a iniziare l'atto, tosse, voce gorgogliante o fuoriuscita di liquidi dal naso. La disfagia esofagea si verifica più in basso, lungo l'esofago, e viene spesso descritta come la sensazione che il boccone si blocchi dietro lo sterno o nella parte bassa del collo.

La difficoltà a deglutire non coincide sempre con la deglutizione dolorosa, chiamata odinofagia. In quest'ultimo caso il passaggio può essere possibile, ma provoca dolore. Anche il nodo in gola, detto globus, è diverso: consiste nella sensazione persistente di avere qualcosa in gola, spesso senza un reale ostacolo al passaggio di cibo e liquidi.

Sintomi principali: come riconoscere la disfagia

I sintomi della disfagia possono comparire durante il pasto o subito dopo. La loro presenza e il momento in cui si manifestano offrono indicazioni utili allo specialista, ma non permettono da soli di stabilire la causa.

  • Tosse o schiarimento della voce: possono comparire mentre si beve o subito dopo aver ingerito cibo, soprattutto quando parte del materiale entra nella laringe.

  • Sensazione di soffocamento: può indicare che la coordinazione tra deglutizione e respirazione è poco efficace.

  • Cibo fermo in gola o nel torace: è una sensazione più tipica della difficoltà nel passaggio attraverso l'esofago.

  • Voce umida o gorgogliante: dopo la deglutizione può suggerire la presenza di secrezioni o liquidi vicino alle vie respiratorie.

  • Fuoriuscita di cibo o bevande dal naso: può comparire quando la fase faringea non si chiude in modo adeguato.

  • Deglutizioni ripetute: la persona può dover inghiottire più volte lo stesso boccone per avvertire che è passato.

  • Calo di peso e stanchezza: possono derivare dalla riduzione involontaria dell'alimentazione o dalla difficoltà a mantenere un apporto adeguato di liquidi.

Alcune persone modificano spontaneamente il modo di mangiare: impiegano molto tempo, evitano determinati alimenti, preferiscono cibi morbidi o assumono piccoli sorsi per paura che il cibo si blocchi. Questi cambiamenti sono importanti da riferire perché possono segnalare una difficoltà persistente anche quando i sintomi non sono intensi.

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Le cause più comuni della difficoltà a deglutire

Le cause della disfagia sono numerose e possono interessare la fase orofaringea o quella esofagea. Per questo la descrizione precisa del disturbo è fondamentale: è diverso avere difficoltà a iniziare la deglutizione rispetto a percepire un boccone bloccato dopo averlo inghiottito.

Alterazioni della gola e della fase orofaringea

Infezioni, infiammazioni, lesioni della bocca o della gola e alcune patologie della laringe possono rendere doloroso o meno efficace il passaggio del cibo. Anche problemi dentali, protesi non adeguate o una ridotta capacità di masticare possono ostacolare la preparazione del bolo alimentare.

La disfagia orofaringea può essere associata anche a condizioni neurologiche come ictus, malattia di Parkinson, sclerosi multipla, demenza o malattie neuromuscolari. In questi casi possono alterarsi la forza, la sensibilità e la coordinazione dei muscoli coinvolti nella deglutizione. Non significa che una difficoltà a deglutire indichi necessariamente una patologia neurologica: la causa deve essere valutata nel contesto generale della persona.

Problemi dell'esofago

Tra le cause della disfagia esofagea rientrano il restringimento dell'esofago, il reflusso gastroesofageo con infiammazione o cicatrici, alcuni disturbi della motilità e l'acalasia, una condizione in cui lo sfintere esofageo inferiore non si rilassa correttamente. Anche alcune patologie strutturali possono ostacolare il transito e richiedono accertamenti specialistici.

Una difficoltà comparsa improvvisamente dopo un boccone può essere legata a un'ostruzione da alimento. Se il cibo sembra completamente bloccato e non si riescono a deglutire nemmeno saliva o liquidi, è necessario richiedere assistenza urgente, soprattutto in presenza di difficoltà respiratoria.

Ansia, tensione e sensazione di nodo in gola

Stress e ansia possono aumentare la tensione dei muscoli della gola, modificare la respirazione e rendere più evidente la percezione di un ostacolo. In questi casi si può parlare di disfagia ansiosa solo dopo aver escluso le cause organiche pertinenti. La sensazione di nodo in gola, in particolare, può essere presente anche quando il cibo passa regolarmente. Una valutazione specialistica aiuta a distinguere le situazioni e a evitare autodiagnosi.

Difficoltà a deglutire liquidi vs. solidi: le differenze

Capire se la difficoltà riguarda soprattutto i liquidi, i solidi o entrambi è un'informazione clinica utile. Non è però sufficiente per identificare da sola la causa.

Quando il problema interessa principalmente i liquidi, può esserci una difficoltà di coordinazione nella fase orofaringea: acqua e bevande scorrono rapidamente e richiedono un controllo preciso tra deglutizione e respirazione. Tosse, voce gorgogliante o fuoriuscita dal naso mentre si beve sono segnali da riferire allo specialista.

La difficoltà soprattutto con i cibi solidi può suggerire un restringimento o un ostacolo al passaggio nell'esofago. Se con il tempo il problema si estende anche ai liquidi, la valutazione non dovrebbe essere rimandata. La difficoltà sia per solidi sia per liquidi può invece essere collegata a un disturbo della motilità esofagea o a un'alterazione più ampia della coordinazione.

È utile annotare da quanto tempo è iniziato il disturbo, quali consistenze lo provocano, dove si avverte il blocco e se sono presenti dolore, rigurgito, tosse o perdita di peso. Queste informazioni rendono più mirato il colloquio con lo specialista.

Disfagia nell'anziano: cause e fattori di rischio

Con l'avanzare dell'età possono cambiare la forza muscolare, la sensibilità della bocca e della gola, la dentizione, la salivazione e la coordinazione dei movimenti. Questi cambiamenti possono rendere la deglutizione più lenta, ma la disfagia persistente non dovrebbe essere considerata una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento.

Nella persona anziana il rischio aumenta in presenza di ictus pregresso, malattie neurodegenerative, ridotta mobilità, decadimento cognitivo, interventi o patologie del distretto testa-collo e uso di farmaci che favoriscono sonnolenza o secchezza delle mucose. Anche mangiare sdraiati, in fretta o senza supervisione quando è necessaria assistenza può rendere il pasto meno sicuro.

Una complicanza importante è la polmonite ab ingestis, che può verificarsi quando saliva, liquidi o cibo entrano nelle vie respiratorie e raggiungono i polmoni. Tosse durante i pasti, febbre ricorrente, voce umida, difficoltà respiratoria o infezioni respiratorie frequenti meritano una valutazione. Il percorso può coinvolgere specialista, logopedista, dietista e altri professionisti, con l'obiettivo di proteggere nutrizione, idratazione e sicurezza.

Diagnosi: quali esami fare per la difficoltà a deglutire

La diagnosi inizia con un colloquio dettagliato e un esame clinico. Lo specialista chiede quando compare la difficoltà, quali alimenti la provocano, se il problema è stabile o progressivo, se sono presenti dolore, rigurgito, tosse o perdita di peso e quali malattie o farmaci possono influenzare la deglutizione.

La valutazione della bocca, della gola, della voce e dei movimenti del collo può essere completata da un esame endoscopico delle vie aero-digestive superiori. In base ai sintomi possono essere richiesti:

  • Valutazione endoscopica della deglutizione: consente di osservare, con una piccola sonda, il passaggio di consistenze diverse nella gola e l'eventuale ingresso di materiale nelle vie respiratorie.

  • Videofluoroscopia: è un esame radiologico dinamico che registra la deglutizione di alimenti e liquidi con consistenze differenti, mostrando tempi e modalità del transito.

  • Gastroscopia: permette di esaminare esofago e stomaco e, quando necessario, di prelevare campioni o trattare alcuni restringimenti.

  • Manometria esofagea: misura la pressione e la coordinazione delle contrazioni dell'esofago, risultando utile nei disturbi della motilità.

  • Esami radiologici mirati: possono essere indicati quando si sospettano alterazioni anatomiche o altre condizioni da approfondire.

Non tutte le persone devono eseguire gli stessi esami. La scelta varia in base alla sede della difficoltà, alla consistenza coinvolta, all'età, alle condizioni generali e ai risultati della prima valutazione.

Rimedi e trattamenti per la disfagia

Il trattamento della disfagia è rivolto alla causa e alla sicurezza della deglutizione. Non esiste un unico rimedio valido per tutte le situazioni. In alcuni casi si interviene sulla patologia responsabile, in altri si lavora sulla consistenza degli alimenti, sulla postura e sulla coordinazione dei movimenti.

Il logopedista per la disfagia può insegnare strategie per facilitare il passaggio del bolo e ridurre il rischio che cibo o liquidi entrino nelle vie respiratorie. Possono essere utili modifiche temporanee o personalizzate della consistenza, pasti più piccoli, tempi più lenti e una posizione corretta durante e dopo il pasto. Queste indicazioni devono essere individualizzate: addensare autonomamente ogni bevanda o eliminare molti alimenti può compromettere idratazione e nutrizione.

Quando la causa è il reflusso o un'altra condizione dell'esofago, lo specialista può prescrivere un trattamento specifico. In presenza di restringimenti possono essere considerate procedure endoscopiche; alcuni disturbi della motilità possono richiedere terapie mirate. Nei casi in cui l'alimentazione per bocca non sia temporaneamente sicura, l'équipe può valutare strategie nutrizionali alternative.

È importante non assumere farmaci, modificare la loro forma o schiacciare compresse senza chiedere consiglio: alcune formulazioni non possono essere alterate e la difficoltà a deglutire può richiedere una soluzione diversa.

Checklist sintomi

Quando consultare uno specialista

Se riconosci uno o più di questi sintomi, è consigliato richiedere una valutazione.

Questo servizio è indicato per sintomi non urgenti. Se i sintomi sono intensi, improvvisi, in peggioramento rapido o associati a difficoltà respiratoria, dolore toracico, perdita di coscienza, deficit neurologici, sanguinamento importante o febbre alta persistente, non attendere una visita online: contatta il 112/118, vai in Pronto Soccorso o rivolgiti subito al tuo medico.

Esercizi di rieducazione per migliorare la deglutizione

Gli esercizi di rieducazione vengono scelti dal logopedista dopo la valutazione del tipo di disfagia. Possono riguardare la forza e la mobilità di lingua, labbra e mandibola, il controllo della respirazione, la postura e la coordinazione tra masticazione e deglutizione.

In alcuni percorsi vengono utilizzate manovre o esercizi per migliorare la chiusura della laringe, la spinta della lingua o l'apertura del passaggio esofageo. La tecnica, il numero di ripetizioni e la consistenza degli alimenti devono essere definiti individualmente. Un esercizio adatto a una persona può essere inefficace o non sicuro per un'altra.

Durante l'allenamento è importante interrompere se compaiono tosse persistente, dolore, difficoltà respiratoria, voce gorgogliante o stanchezza marcata. La rieducazione richiede continuità e verifiche periodiche, perché la risposta può cambiare con l'evoluzione della causa e con lo stato generale.

Quando è necessario consultare un medico?

È opportuno consultare uno specialista quando la difficoltà a deglutire si ripete, peggiora o porta a evitare cibi e bevande. Una valutazione è consigliata anche in presenza di tosse durante i pasti, perdita di peso non intenzionale, rigurgito frequente, deglutizione dolorosa, cambiamento persistente della voce o episodi respiratori ricorrenti.

Serve un'assistenza urgente se non si riescono a deglutire saliva e liquidi, se un alimento sembra completamente bloccato, oppure se compaiono difficoltà a respirare, colorazione bluastra delle labbra, soffocamento o improvvisa debolezza associata a difficoltà nel parlare o muovere un lato del corpo. In queste situazioni non bisogna cercare di spingere il boccone con altro cibo o grandi quantità di acqua.

Se i sintomi sono lievi ma persistenti, il primo passo può essere una visita otorinolaringoiatrica, che aiuta a valutare gola, laringe e fase iniziale della deglutizione. In base ai risultati, lo specialista può indirizzare verso gastroenterologo, neurologo, logopedista o altri professionisti.

Prevenzione e consigli per una deglutizione sicura

Quando è già stata rilevata una disfagia, le indicazioni personalizzate dell'équipe hanno la precedenza. In generale, può essere utile mangiare seduti con il busto ben eretto, mantenere l'attenzione sul pasto, procedere con piccoli bocconi e masticare con calma. È preferibile evitare di parlare, ridere o distrarsi mentre si deglutisce, soprattutto se sono già comparsi episodi di tosse.

La consistenza degli alimenti non dovrebbe essere modificata in modo casuale. Anche l'idratazione va controllata, perché chi teme di tossire può ridurre molto l'assunzione di liquidi. Una buona igiene orale è importante per ridurre la quantità di batteri che potrebbero raggiungere le vie respiratorie in caso di aspirazione.

Se cerchi un primo orientamento per una difficoltà a deglutire ricorrente, puoi prenotare una visita otorinolaringoiatrica con uno specialista. Su Elty puoi confrontare disponibilità e orari e scegliere un percorso di valutazione adatto alle tue esigenze, portando con te l'elenco dei sintomi, dei farmaci e degli eventuali esami già svolti.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono una valutazione medica personalizzata.

Domande frequenti

Le risposte alle domande più comuni

La difficoltà a deglutire può dipendere da infiammazioni della gola, alterazioni dell'esofago, reflusso, restringimenti, disturbi della motilità o condizioni neurologiche. Anche problemi dentali e difficoltà di coordinazione possono contribuire. La causa non può essere stabilita solo dal sintomo: sono importanti durata, consistenze coinvolte e manifestazioni associate.

È consigliabile richiedere una valutazione quando il disturbo si ripete, peggiora, causa perdita di peso, tosse durante i pasti, voce gorgogliante o infezioni respiratorie. È necessario chiedere assistenza urgente se non si riescono a deglutire saliva o liquidi, se un alimento è bloccato o se compare difficoltà respiratoria.

La cura varia in base alla causa. Può includere rieducazione logopedica, modifiche personalizzate della consistenza degli alimenti, strategie posturali, trattamenti per patologie dell'esofago o procedure endoscopiche. Non esiste un rimedio universale e non è consigliabile modificare autonomamente dieta o farmaci senza una valutazione specialistica.

I sintomi possono comprendere difficoltà a iniziare la deglutizione, sensazione di cibo fermo, tosse o soffocamento durante i pasti, voce umida, rigurgito nasale, necessità di deglutire più volte e perdita di peso. La presenza di dolore indica invece una deglutizione dolorosa, che può coesistere con la disfagia.

L'incapacità improvvisa di deglutire la saliva può indicare un'ostruzione o un problema acuto e richiede assistenza urgente, soprattutto se è associata a difficoltà respiratoria, soffocamento o colorazione bluastra. Non bisogna forzare il passaggio con acqua o altro cibo. Se il sintomo è ricorrente, serve una valutazione specialistica.

La disfagia merita particolare attenzione se impedisce di alimentarsi o idratarsi, provoca calo di peso, tosse frequente, febbre, infezioni respiratorie o peggiora rapidamente. Segnali di emergenza sono difficoltà respiratoria, incapacità di gestire la saliva e ostruzione completa. La gravità deve essere stabilita attraverso una valutazione clinica.

Sì, il tipo di consistenza coinvolta può offrire indicazioni utili. I liquidi possono essere difficili da controllare quando la coordinazione orofaringea è alterata, mentre i solidi possono fermarsi in presenza di un restringimento esofageo. Se il disturbo riguarda entrambe le consistenze o peggiora, è importante consultare uno specialista.

Una visita otorinolaringoiatrica può valutare bocca, gola, laringe e fase iniziale della deglutizione. In base ai risultati possono essere coinvolti gastroenterologo, neurologo e logopedista. Il percorso varia in base ai sintomi e alla causa sospettata. Portare un elenco di episodi, alimenti problematici e farmaci facilita la valutazione.

Riferimenti

Fonti

  1. 01Ministero della Salute, Linee di indirizzo nazionale sulla ristorazione ospedaliera e assistenziale, 2021.
  2. 02National Institute for Health and Care Excellence, Stroke rehabilitation in adults, NG236, 2023.
  3. 03American Speech-Language-Hearing Association, Adult Dysphagia, 2024.
  4. 04Merck Manual Professional Edition, Dysphagia, 2024.
  5. 05World Gastroenterology Organisation, Dysphagia Global Guidelines and Cascades, 2014.
  6. 06European Society for Swallowing Disorders, European Society for Swallowing Disorders position statements on oropharyngeal dysphagia, 2013.
  7. 07NHS, Dysphagia, 2023.