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Neuropatie periferiche: sintomi, cause, diagnosi e cosa fare

~January 30, 2026
10 minuti
dolore al piede per neuropatie periferiche

Le neuropatie periferiche sono un gruppo di condizioni in cui i nervi “periferici” (cioè quelli che collegano cervello e midollo spinale al resto del corpo) funzionano peggio del normale. Può succedere che trasmettano i segnali in modo alterato: troppo forte (dolore e bruciore), troppo debole (riduzione della sensibilità) oppure in modo “disturbato” (formicolii, scosse, sensazioni strane). È un problema più comune di quanto si pensi e può interessare mani, piedi, gambe, braccia e, in alcuni casi, anche funzioni automatiche come sudorazione, pressione e digestione.

Una cosa importante da chiarire subito è che “neuropatia” non è una diagnosi unica: è un termine ombrello. Le cause sono tante e molto diverse tra loro, così come le cure. L’obiettivo di questa guida è aiutarti a capire che segnali osservare, quali sono le cause più frequenti, quali esami in genere vengono utilizzati e soprattutto quando è il momento di parlare con il medico, senza improvvisare terapie o autodiagnosi.

Cosa sono le neuropatie periferiche (in parole semplici)

I nervi periferici funzionano come “cavi elettrici” rivestiti: trasportano informazioni sensoriali (tatto, caldo/freddo, dolore), comandi motori (movimento) e segnali autonomici (funzioni automatiche). Quando un nervo è danneggiato o infiammato, o quando viene compresso, i segnali possono alterarsi. Per questo le neuropatie periferiche possono dare sintomi diversi a seconda del tipo di nervo coinvolto.

In modo molto pratico, spesso ci si accorge della neuropatia perché cambiano le sensazioni “a guanto” (mani) o “a calza” (piedi), oppure perché compaiono dolori urenti, fitte, crampi, debolezza o perdita di equilibrio. In altri casi la persona nota che si ferisce senza accorgersene, perché la sensibilità al dolore si riduce.

Quali sono i sintomi più comuni delle neuropatie periferiche?

I sintomi possono essere continui o intermittenti, lievi o invalidanti. Molte persone descrivono un disturbo che peggiora di sera o durante la notte, con impatto sul sonno e sull’umore. I segnali più tipici includono formicolio, intorpidimento, sensazione di “pelle addormentata”, bruciore, scosse elettriche, dolore pungente, ipersensibilità al contatto (anche il lenzuolo può dare fastidio), riduzione della percezione di caldo/freddo e perdita di equilibrio, soprattutto al buio.

Quando sono coinvolti nervi motori, può comparire debolezza, difficoltà a sollevare la punta del piede, goffaggine nel manipolare oggetti o crampi. Se invece sono coinvolti nervi autonomici, i segnali possono essere più “strani” e meno riconoscibili: sudorazione alterata, capogiri quando ci si alza, disturbi intestinali, variazioni della pressione o della frequenza cardiaca. Non tutte le neuropatie danno tutti questi sintomi: spesso ne compaiono solo alcuni, e questo è uno dei motivi per cui la valutazione medica è importante.

Se ti ritrovi a cercare su internet “formicolio alle estremità” o “piedi che bruciano”, sappi che sono descrizioni comuni nelle neuropatie. Per esempio, un sintomo molto ricercato è il formicolio ai piedi, che può dipendere da molte cause diverse e merita un inquadramento accurato, soprattutto se persiste o peggiora.

Cause: perché vengono le neuropatie periferiche?

Le cause delle neuropatie periferiche sono numerose. Alcune sono molto frequenti, altre più rare. In pratica, il danno al nervo può dipendere da problemi metabolici, infiammatori, autoimmuni, infettivi, tossici, da carenze nutrizionali o da compressioni meccaniche. A volte la neuropatia è “idiopatica”, cioè non si riesce a trovare una causa precisa nonostante gli accertamenti: succede soprattutto in alcune forme che compaiono con l’età.

Diabete e alterazioni della glicemia

Tra le cause più comuni c’è la neuropatia diabetica. Un livello di glicemia elevato nel tempo può danneggiare i nervi, soprattutto quelli più lunghi (come quelli che arrivano ai piedi). Il rischio aumenta con la durata del diabete, con un controllo glicemico non ottimale e con altri fattori come pressione alta e colesterolo. Se hai dubbi su segnali precoci o su come viene inquadrata questa condizione, può essere utile approfondire il tema del diabete e parlarne con il medico di famiglia.

Compressioni e intrappolamenti nervosi

Un nervo può soffrire perché viene “schiacciato” in un punto: è il caso di alcune neuropatie da intrappolamento, che danno sintomi localizzati (per esempio in una mano o in un polso) e spesso peggiorano con determinati movimenti o posture. Un esempio conosciuto è la sindrome del tunnel carpale, che può dare formicolio e dolore alle dita (soprattutto pollice, indice e medio), con difficoltà a usare la mano.

Carenze vitaminiche e alimentazione

Alcune vitamine sono essenziali per il funzionamento del sistema nervoso. Tra le più note c’è la vitamina B12: una sua carenza può contribuire a disturbi neurologici, inclusi formicolii e riduzione della sensibilità. Questo non significa che la soluzione sia “prendere integratori a caso”: serve capire se davvero c’è una carenza, perché dipende da dieta, assorbimento intestinale, farmaci e altre condizioni. Il medico può valutare se fare esami mirati e come intervenire.

Farmaci, alcol e sostanze tossiche

Alcuni farmaci (per esempio alcune chemioterapie) possono danneggiare i nervi, così come l’abuso di alcol e l’esposizione a sostanze tossiche in ambito lavorativo. In questi casi è fondamentale non sospendere o cambiare terapie da soli: è necessario parlarne con il medico che le ha prescritte o con lo specialista, per valutare benefici, rischi e alternative.

Malattie autoimmuni, infiammatorie e altre condizioni

Alcune neuropatie sono legate a condizioni autoimmuni o infiammatorie che coinvolgono anche altri organi. Un esempio, tra le cause meno comuni ma importanti da conoscere, è l’amiloidosi, che può dare neuropatia associata ad altri segnali sistemici. Questo tipo di cause richiede un inquadramento specialistico accurato, perché il trattamento dipende dalla condizione di base.

Tipi di neuropatie periferiche: non sono tutte uguali

In ambito clinico, le neuropatie periferiche vengono spesso descritte in base a “come” si presentano. Questa distinzione è utile perché orienta gli esami e le possibili cause, senza però sostituire la valutazione del medico.

Una differenza frequente è tra mononeuropatia (un nervo solo), come nelle compressioni; polineuropatia (molti nervi, spesso simmetrici), tipica ad esempio di forme metaboliche; radicolopatia (sofferenza della radice nervosa vicino alla colonna), che può imitare una neuropatia periferica; e neuropatia delle piccole fibre, in cui predominano bruciore e dolore con esami “classici” talvolta meno evidenti.


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Quando preoccuparsi: segnali da non ignorare

Molti disturbi neuropatici sono fastidiosi ma non urgenti. Tuttavia, ci sono situazioni in cui è importante chiedere aiuto medico rapidamente. Se la debolezza compare all’improvviso, se peggiora in ore o pochi giorni, se coinvolge entrambe le gambe con difficoltà a camminare, se compaiono disturbi della respirazione, della deglutizione o della continenza, è necessario contattare subito un medico o il pronto soccorso. Lo stesso vale se il dolore è molto intenso e nuovo, o se c’è una perdita di sensibilità tale da causare cadute o ferite non percepite.

Un altro segnale da non minimizzare è la debolezza alle gambe improvvisa: non è automaticamente “neuropatia”, ma è un sintomo che richiede valutazione tempestiva per escludere cause neurologiche o vascolari.

Diagnosi: quali esami si fanno per le neuropatie periferiche?

La diagnosi parte quasi sempre da una visita accurata: descrizione dei sintomi, quando sono iniziati, dove si localizzano, come evolvono, che farmaci assumi, eventuali patologie (come diabete o problemi tiroidei), abitudini (alcol), lavoro e familiarità. Il medico esegue poi un esame neurologico semplice: forza, riflessi, sensibilità, equilibrio e cammino. Questa fase è fondamentale perché spesso orienta già verso una causa più probabile.

Gli esami possono includere analisi del sangue (glicemia e assetto metabolico, funzionalità renale ed epatica, vitamine, markers infiammatori, tiroide e altri test mirati in base al caso). In alcune situazioni si richiede l’elettromiografia e lo studio di conduzione nervosa (EMG/ENG), che misurano come “viaggia” il segnale nei nervi e aiutano a capire tipo e gravità del coinvolgimento. Se si sospetta un problema della colonna o una compressione, possono essere utili esami di imaging come la risonanza magnetica, sempre su indicazione clinica.

Quando la neuropatia è collegata a problemi metabolici o sistemici, può essere utile fare un punto con il medico su esami generali e prevenzione: un check-up completo può aiutare a non trascurare fattori di rischio e condizioni associate, soprattutto se i sintomi sono persistenti o se ci sono più segnali contemporaneamente.

Cura e trattamento: cosa si può fare davvero

Il trattamento delle neuropatie periferiche dipende dalla causa. Questo è il punto più importante: non esiste una cura “universale” valida per tutti. In molte situazioni, intervenire sul fattore scatenante può rallentare la progressione e, talvolta, migliorare i sintomi. Per esempio, ottimizzare la gestione del diabete, correggere una carenza vitaminica documentata, modificare un farmaco quando possibile o trattare una compressione possono fare una grande differenza.

Quando il sintomo principale è il dolore neuropatico, il medico può valutare diverse strategie: farmaci specifici per il dolore neuropatico, percorsi di riabilitazione, fisioterapia, correzioni posturali, interventi sul sonno e sullo stress. È importante evitare il “fai da te” con analgesici comuni: alcuni possono essere utili in specifici contesti, ma spesso il dolore neuropatico risponde diversamente rispetto al dolore muscolare o articolare.

Se assumi farmaci da banco, è utile informarti e soprattutto confrontarti col medico o col farmacista. Per esempio, molte persone usano il ibuprofene o il paracetamolo per dolori vari: possono avere un ruolo per alcuni tipi di dolore, ma non sono “la soluzione” per tutte le neuropatie e vanno usati con prudenza, considerando età, stomaco, reni, altri farmaci e patologie.

Stile di vita e prevenzione: come proteggere i nervi

Non sempre si può prevenire una neuropatia, ma spesso si possono ridurre rischi e complicanze. Se la neuropatia interessa i piedi, la prevenzione delle lesioni diventa centrale: controllare quotidianamente la pelle, usare calzature adeguate, evitare fonti di calore diretto (borse dell’acqua calda) se la sensibilità è ridotta, e intervenire subito su vesciche o ferite. Nei casi legati a diabete o a rischio metabolico, contano molto attività fisica regolare, alimentazione equilibrata, sonno e gestione della pressione e dei grassi nel sangue.

Un aspetto spesso sottovalutato è la salute del piede: calli, unghie incarnite e piccole ferite possono diventare un problema se la sensibilità è ridotta. In questi casi può essere utile un supporto professionale, ad esempio con un podologo, sempre in accordo con il medico curante.

Neuropatie periferiche e qualità della vita: dolore, sonno, ansia

Vivere con sintomi neuropatici può essere stancante: il dolore notturno disturba il riposo, la riduzione della sensibilità può far sentire “insicuri” nel camminare, e l’imprevedibilità dei sintomi può aumentare stress e preoccupazione. In questo percorso, chiedere aiuto non significa “esagerare”: significa prendersi cura di sé in modo completo. Oltre al trattamento medico, può essere utile lavorare su abitudini del sonno, movimento graduale e gestione dello stress. Quando l’ansia diventa importante, parlarne con un professionista può fare la differenza; se vuoi approfondire, trovi informazioni utili anche sul tema ansia.

Domande frequenti sulle neuropatie periferiche (FAQ)

Le neuropatie periferiche guariscono?

Dipende dalla causa e da quanto tempo il nervo è coinvolto. Alcune forme migliorano molto trattando il problema di base (per esempio una compressione o una carenza). Altre possono essere croniche e richiedere gestione nel tempo. In ogni caso, una diagnosi precoce aumenta le possibilità di recupero e di controllo dei sintomi.

Formicolio e intorpidimento significano sempre neuropatia?

No. Possono dipendere anche da posture, problemi di circolazione, compressioni transitorie, ansia o disturbi della colonna. Se però il sintomo è persistente, ricorrente o si associa a dolore/bruciore o debolezza, è consigliabile parlarne con il medico per un inquadramento.

Quali esami del sangue sono utili in caso di sospetta neuropatia?

In genere il medico valuta glicemia, funzionalità renale ed epatica, assetto vitaminico (in particolare B12 quando indicato), tiroide e markers infiammatori, oltre ad altri test mirati in base alla storia clinica. Non esiste un pannello “uguale per tutti”: gli esami vanno personalizzati dal professionista.

Quando serve l’elettromiografia (EMG)?

L’elettromiografia e lo studio di conduzione nervosa sono utili quando i sintomi e la visita suggeriscono una neuropatia e serve capire quali nervi sono coinvolti, con quale gravità e con quale tipo di danno. È uno strumento importante, ma non sempre necessario nei disturbi lievi o transitori.

Il dolore neuropatico si cura con gli antidolorifici comuni?

A volte possono dare un sollievo parziale, ma spesso il dolore neuropatico risponde meglio a strategie specifiche che il medico può valutare caso per caso. Se il dolore dura da settimane o interferisce con sonno e attività quotidiane, è consigliabile una valutazione clinica invece di aumentare autonomamente i farmaci da banco.

Che medico devo contattare se sospetto una neuropatia periferica?

Di solito il primo passo è il medico di famiglia, che può valutare i sintomi, richiedere esami iniziali e indirizzare allo specialista (ad esempio neurologo, diabetologo o altri, a seconda del sospetto). Rivolgiti con urgenza ai servizi di emergenza se compaiono debolezza improvvisa, difficoltà respiratoria o peggioramento rapido.

Nota di sicurezza: le informazioni di questo articolo sono generali e non sostituiscono una visita medica. Se hai sintomi nuovi, persistenti o in peggioramento, o se compaiono segnali d’allarme (debolezza improvvisa, difficoltà a camminare, problemi respiratori o di controllo di vescica/intestino), contatta subito un medico o il pronto soccorso.


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AutoreElty

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