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Lipasi: cos’è, a cosa serve e cosa significa quando è alta o bassa

~January 28, 2026
9 minuti
schema lipasi

La lipasi è una parola che spesso compare nelle analisi del sangue, soprattutto quando ci sono disturbi digestivi o dolori addominali. È normale chiedersi se un valore “fuori range” indichi qualcosa di serio: la buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, un risultato va interpretato con calma e nel contesto dei sintomi e degli altri esami.

In questa guida Elty, con un linguaggio semplice ma accurato, vediamo che cos’è la lipasi, perché è collegata al pancreas, quando si misura, cosa può significare se è alta o bassa e quando è importante sentire il medico. L’obiettivo non è fare autodiagnosi, ma aiutarti a capire meglio i referti e a orientarti con più serenità.

Cos’è la lipasi e a cosa serve

La lipasi è un enzima, cioè una “proteina-lavoratrice” che aiuta il corpo a svolgere una funzione precisa: scomporre i grassi (lipidi) introdotti con l’alimentazione in componenti più piccoli, così da poterli assorbire. Senza la lipasi, la digestione dei grassi sarebbe inefficiente e potremmo avere disturbi intestinali e carenze energetiche.

Esistono diverse lipasi nel corpo. Quella di cui si parla più spesso negli esami è la lipasi pancreatica, prodotta dal pancreas e riversata nell’intestino tenue per partecipare alla digestione. Una piccola quota può passare nel sangue: per questo è possibile misurarla con un semplice prelievo.

Perché la lipasi è legata al pancreas

Il pancreas ha due “anime”: una digestiva (produce enzimi come lipasi, amilasi e proteasi) e una ormonale (produce ormoni che regolano la glicemia). La lipasi è quindi un indicatore utile perché, quando il pancreas è irritato o infiammato, può “perdere” più enzimi nel sangue e i valori possono salire.

Detto questo, un aumento di lipasi non significa automaticamente pancreatite: ci sono anche condizioni non pancreatiche che possono influenzare il valore. Per questo i medici valutano sempre il quadro completo: sintomi, visita, storia clinica, altri esami del sangue e, se serve, imaging (per esempio ecografia o TAC).

Quando si misura la lipasi: sintomi e situazioni tipiche

Il dosaggio della lipasi viene richiesto soprattutto quando ci sono sintomi che fanno pensare a un problema del pancreas o dell’addome superiore. Tra i motivi più comuni ci sono dolore intenso nella parte alta dell’addome (talvolta “a cintura” verso la schiena), nausea, vomito, febbre o peggioramento dopo pasti abbondanti e ricchi di grassi.

In pratica, la lipasi viene spesso inserita in un percorso di valutazione del dolore addominale, insieme ad altri esami (per esempio emocromo, indici di infiammazione, funzionalità epatica) e, se necessario, indagini strumentali. Può essere utile anche quando ci sono episodi ricorrenti di malessere digestivo o quando il medico sospetta una patologia pancreatica acuta o cronica.

Valori di lipasi: qual è il range “normale”

Non esiste un unico valore “giusto” valido per tutti: i range di riferimento possono cambiare da laboratorio a laboratorio in base ai metodi di misurazione. In genere, sul referto trovi il tuo valore e accanto l’intervallo considerato normale per quel centro analisi. La cosa più importante è non confrontare numeri presi online con il tuo referto: meglio leggere il range riportato dal laboratorio e parlarne con il medico se ci sono dubbi.

Un altro punto fondamentale: un valore lievemente alterato, da solo, raramente basta per definire una diagnosi. In medicina conta molto l’insieme: intensità dei sintomi, andamento nel tempo, presenza di altri esami alterati e risposta alle cure.

Lipasi alta: cosa significa e quali possono essere le cause

Quando si parla di lipasi alta si intende un valore superiore al limite del range. In molte situazioni cliniche, l’aumento della lipasi è un segnale che “qualcosa sta irritando” il pancreas o le strutture vicine. La causa classica, quando l’aumento è marcato e associato a sintomi tipici, è la pancreatite acuta. In questi casi la lipasi tende spesso a salire in modo importante e può restare elevata per alcuni giorni.

Tra le cause che possono essere associate a lipasi alta, oltre alla pancreatite, ci sono problemi delle vie biliari (ad esempio calcoli che ostacolano il deflusso), infiammazioni o condizioni dell’apparato gastrointestinale, alcune insufficienze d’organo e, più raramente, effetti collaterali di farmaci. Anche un problema a carico di fegato e vie biliari può entrare nel ragionamento clinico: se il medico lo sospetta, può affiancare esami specifici e un’ecografia. In presenza di dolore dopo i pasti, nausea e fastidio sotto le costole, talvolta si valutano anche i calcoli biliari come possibile fattore scatenante o associato.

È importante sapere che la lipasi può aumentare anche senza un quadro “drammatico”. Per esempio, alcune gastroenteriti, ulcere o infiammazioni intestinali possono dare alterazioni moderate. Per questo non conviene interpretare il dato in modo isolato: un numero alto è un campanello, non una sentenza.


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Lipasi alta senza sintomi: devo preoccuparmi?

Può capitare di trovare una lipasi un po’ elevata in assenza di sintomi evidenti, magari durante un check-up o per esami fatti per altri motivi. In questi casi spesso il medico valuta se ripetere il test, se controllare altri valori (per esempio funzionalità renale ed epatica) o se approfondire con una visita. A volte può essere un’alterazione transitoria; altre volte può essere utile capire se ci sono abitudini alimentari, alcol, farmaci o condizioni croniche che influenzano l’enzima.

Se non hai sintomi, la scelta più sensata è non allarmarti e portare il referto al medico di famiglia: conosce la tua storia clinica e può dirti se serve un controllo ravvicinato o se basta monitorare.

Lipasi bassa: cosa significa

Una lipasi bassa è, in generale, meno frequente e spesso meno “urgente” rispetto a una lipasi alta. Può comparire quando il pancreas produce meno enzimi digestivi, come può accadere in alcune condizioni croniche del pancreas (per esempio dopo infiammazioni ripetute) o in situazioni in cui la funzione pancreatica è ridotta. In questi casi, più che il singolo numero, contano i sintomi di cattiva digestione dei grassi: feci untuose o difficili da sciacquare, gonfiore, perdita di peso non voluta, carenze nutrizionali.

Detto in modo semplice: se la lipasi bassa si accompagna a disturbi digestivi persistenti, può valere la pena parlarne con il medico per capire se siano indicati esami mirati o una valutazione specialistica.

Lipasi e amilasi: che differenza c’è?

Spesso lipasi e amilasi vengono richieste insieme. L’amilasi è un enzima che aiuta a digerire gli zuccheri complessi (amidi), mentre la lipasi si occupa dei grassi. Entrambe possono aumentare nelle pancreatiti, ma la lipasi tende a essere più specifica per il pancreas e spesso rimane elevata più a lungo.

Nella pratica clinica, la combinazione dei due esami aiuta il medico a orientarsi meglio. Se c’è un sospetto di pancreatite, però, non si decide tutto “solo” con amilasi e lipasi: conta il quadro clinico e, quando indicato, l’imaging.

Come prepararsi all’esame della lipasi (e cosa può influenzare il risultato)

Il dosaggio della lipasi si effettua con un prelievo di sangue. In molti laboratori viene consigliato il digiuno (spesso 8–12 ore), soprattutto se l’esame è inserito in un pannello più ampio che include anche lipidi o glicemia. Segui comunque le istruzioni del tuo laboratorio o del medico.

Alcuni fattori possono influenzare l’interpretazione del risultato: consumo di alcol, pasti molto grassi nei giorni precedenti, alcune terapie farmacologiche e condizioni mediche concomitanti. È utile comunicare al medico eventuali farmaci assunti, integratori e sintomi recenti, anche se sembrano “non collegati”.

Interpretare la lipasi nel contesto: quali altri esami possono essere utili

Quando la lipasi è alterata, il medico può valutare altri esami per capire meglio la situazione. Spesso si controllano gli indici di infiammazione, la funzionalità del fegato e delle vie biliari, e parametri come creatinina e elettroliti. In caso di sintomi significativi, può essere richiesto anche un esame delle feci o un’ecografia addominale.

Se vuoi imparare a leggere meglio i referti e capire cosa guardare, può aiutare una guida dedicata alle analisi del sangue: l’idea è sempre la stessa, mettere in relazione numeri e contesto clinico, evitando conclusioni affrettate.

Quando contattare subito un medico (segnali da non ignorare)

Con la lipasi, più che il valore in sé, spesso è il quadro dei sintomi a guidare l’urgenza. È importante contattare rapidamente un medico (o il 112/118 in caso di sintomi gravi) se compaiono dolore addominale intenso e continuo, soprattutto nella parte alta dell’addome, vomito persistente, febbre alta, sensazione di svenimento, ittero (pelle o occhi gialli), difficoltà respiratoria o peggioramento rapido delle condizioni generali.

Se invece hai sintomi più sfumati (gonfiore, digestione lenta, nausea occasionale) e una lipasi lievemente alterata, di solito è appropriato programmare un confronto con il medico di famiglia: potrà decidere se ripetere l’esame, correggere fattori di rischio e valutare eventuali approfondimenti.

Lipasi e stile di vita: cosa può aiutare a proteggere il pancreas

Non esiste un “trucco” per abbassare o alzare la lipasi in modo diretto: è un indicatore biologico, non un obiettivo da inseguire a tutti i costi. Però esistono abitudini che, nel lungo periodo, sostengono la salute digestiva e riducono lo stress su pancreas e vie biliari. In generale aiutano un’alimentazione equilibrata, evitare eccessi di alcol, mantenere un peso adeguato, muoversi regolarmente e gestire eventuali alterazioni dei grassi nel sangue.

Se hai disturbi come gonfiore, digestione difficile o aria nella pancia, ha senso lavorare anche sulla routine quotidiana (pasti regolari, porzioni più piccole, attenzione ai cibi che peggiorano i sintomi) e valutare con il medico se sono utili strategie mirate. A volte i sintomi che portano a controllare lipasi e pancreas si intrecciano con disturbi comuni come gonfiore addominale, che può avere molte cause diverse e richiede un inquadramento personalizzato.

Domande frequenti sulla lipasi (FAQ)

Che cos’è la lipasi in parole semplici?

La lipasi è una sostanza prodotta soprattutto dal pancreas che aiuta a digerire i grassi. Si può misurare nel sangue perché una piccola parte circola normalmente, e può aumentare quando il pancreas è infiammato o irritato.

Lipasi alta vuol dire pancreatite?

Non sempre. La pancreatite è una causa importante di lipasi alta, soprattutto se l’aumento è marcato e ci sono sintomi tipici. Però la lipasi può aumentare anche in altre condizioni gastrointestinali o biliari. La diagnosi si fa con valutazione medica, non solo con un numero.

Quanto deve essere alta la lipasi per preoccuparsi?

Dipende dal laboratorio e dalla situazione clinica. In generale, aumenti importanti associati a dolore addominale intenso meritano una valutazione urgente. Alterazioni lievi senza sintomi spesso richiedono controllo e interpretazione con il medico, più che allarme immediato.

La lipasi si abbassa da sola?

Se l’aumento è legato a una causa transitoria (per esempio un’infiammazione acuta risolta), può tornare nei limiti con la guarigione. È il medico a decidere se e quando ripetere l’esame per verificare l’andamento.

Lipasi bassa è un problema?

Può non avere significato clinico se isolata e senza sintomi. Se però si associa a segni di cattiva digestione dei grassi o perdita di peso non voluta, è bene parlarne con il medico per valutare la funzione pancreatica e altre possibili cause.

Serve il digiuno per l’esame della lipasi?

Spesso sì, soprattutto se l’esame è inserito in un pannello più ampio. In ogni caso è meglio seguire le istruzioni del laboratorio o del medico che lo prescrive.

Nota di sicurezza: questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere del medico. Se hai sintomi importanti o un valore alterato che ti preoccupa, contatta il tuo medico di famiglia o uno specialista per una valutazione completa.


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AutoreElty

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