Dispareunia: cos’è, cause, sintomi e cosa fare

- Che cos’è la dispareunia (e cosa non è)
- Dispareunia profonda o superficiale: come cambia il significato del dolore
- Sintomi: come si presenta il dolore nei rapporti
- Cause della dispareunia: le più frequenti (e perché non c’è una sola risposta)
- Quando è il caso di consultare un medico
- Quali visite ed esami possono essere utili
- Cosa puoi fare (in sicurezza) per ridurre il dolore, già da subito
- Come parlare con il partner (senza colpe e senza pressione)
- Prevenzione: cosa riduce il rischio di dolore nei rapporti nel tempo
- Messaggi chiave da ricordare
- FAQ sulla dispareunia
Parlare di dolore durante i rapporti non è sempre facile, ma è importante: la dispareunia (dolore associato alla penetrazione o al rapporto) è un disturbo più comune di quanto si pensi e può riguardare persone di tutte le età. A volte è legata a un periodo specifico (per esempio dopo un parto, in allattamento o in menopausa), altre volte è presente da tempo e finisce per condizionare desiderio, serenità e relazione. La buona notizia è che nella maggior parte dei casi esistono strade concrete per capire l’origine del dolore e migliorare, con un percorso graduale e personalizzato insieme al medico.
In questo articolo trovi una guida chiara e completa: cosa significa davvero dolore nei rapporti, come riconoscere i segnali, quali sono le cause più frequenti (fisiche e psicologiche), quali controlli possono essere utili e quando è bene chiedere aiuto. Non sostituisce una visita: serve per orientarti e aiutarti a fare domande giuste.
Che cos’è la dispareunia (e cosa non è)
Con il termine dispareunia si indica un dolore genitale o pelvico che compare durante il rapporto sessuale o subito dopo. Non è un “fastidio normale” da sopportare: il sesso non dovrebbe fare male. È però importante distinguere tra un episodio occasionale (per esempio in un momento di secchezza o tensione) e un problema ricorrente o persistente. Se il dolore si ripresenta, merita attenzione: spesso è un campanello d’allarme di irritazione, infiammazione, secchezza, contrazione involontaria dei muscoli, piccole lesioni o altre condizioni che si possono trattare.
Non sempre il dolore è “tutto nella testa”, ma nemmeno tutto “solo nel corpo”: corpo ed emozioni si influenzano a vicenda. Un dolore iniziale può portare paura e anticipazione, e questo aumenta la contrazione muscolare e quindi il dolore. Proprio per questo la valutazione migliore è spesso multidisciplinare, con ginecologo/urologo, ostetrica o fisioterapista del pavimento pelvico, e quando serve un supporto psicologico o sessuologico.
Dispareunia profonda o superficiale: come cambia il significato del dolore
Capire “dove” fa male aiuta a orientare le possibili cause. In modo semplice, si parla spesso di dispareunia superficiale quando il dolore è all’ingresso vaginale o nei primi centimetri, e di dispareunia profonda quando il dolore è più interno, pelvico, talvolta percepito come una fitta “in profondità” o come pressione verso l’utero. Anche il momento conta: dolore all’inizio della penetrazione, durante movimenti più profondi, o dopo il rapporto (bruciore, pulsazioni, indolenzimento).
Queste descrizioni non bastano per una diagnosi, ma sono utili da riportare in visita. Un diario dei sintomi (quando accade, intensità, cosa lo peggiora o migliora, presenza di secchezza o perdite, uso di lubrificante, fase del ciclo) può aiutare molto.
Sintomi: come si presenta il dolore nei rapporti
La dispareunia non è uguale per tutte. Può essere un bruciore, una sensazione di taglio, una fitta, una pressione, un dolore “muscolare” o un dolore che dura ore dopo il rapporto. A volte si associa a secchezza, irritazione, prurito, difficoltà ad avviare la penetrazione, contrazione involontaria dei muscoli, oppure a sintomi urinari come stimolo frequente o bruciore quando si urina. Può comparire anche con l’uso di assorbenti interni, coppetta o durante una visita ginecologica. Se insieme al dolore noti perdite insolite, cattivo odore, sanguinamento dopo i rapporti, febbre o dolore addominale importante, è ancora più importante farsi valutare.
Cause della dispareunia: le più frequenti (e perché non c’è una sola risposta)
Le cause della dispareunia possono essere diverse e spesso si sovrappongono. Per esempio: secchezza e microlesioni possono far male, ma il dolore porta a contrarre il pavimento pelvico, e la contrazione aumenta il dolore. Oppure una piccola infiammazione può rendere la zona più sensibile e favorire bruciore e paura della penetrazione. L’obiettivo della visita è individuare i fattori principali per costruire un piano realistico: ridurre il dolore, recuperare fiducia e tornare a una sessualità serena.
Secchezza vaginale e scarso lubrificarsi
La secchezza è una causa molto comune di dolore superficiale. Può capitare in periodi di stress, con alcuni farmaci, dopo il parto, durante l’allattamento e in peri-menopausa o menopausa. Il tessuto può diventare più fragile, e la frizione può causare microlesioni che bruciano. In questi casi l’uso di un buon lubrificante, tempi più lunghi di eccitazione e, quando indicato dal medico, trattamenti locali possono fare una grande differenza. Se sospetti una fase ormonale di transizione, può essere utile informarti anche sui segnali della peri-menopausa, perché cambiamenti di lubrificazione e comfort possono iniziare prima della menopausa vera e propria.
Infezioni e infiammazioni (vulva, vagina, cervice)
Alcune infezioni o irritazioni possono causare bruciore, dolore e sensibilità all’ingresso o durante il rapporto. Tra le cause possibili ci sono la candida, la vaginosi batterica, alcune dermatiti della zona genitale, o infezioni sessualmente trasmesse. In particolare, un’infezione come la clamidia può essere anche poco sintomatica, ma associarsi a fastidio pelvico e dolore durante i rapporti. Anche un’infiammazione cervicale (cervicite) può rendere dolorosa la penetrazione profonda o favorire sanguinamento post-rapporto.
Attenzione: non tutti i bruciori sono infezioni e non è una buona idea usare “a tentativi” antibiotici o ovuli senza indicazione. Se il dolore è nuovo o associato a perdite, odore diverso, prurito o bruciore urinario, è meglio una valutazione medica con eventuali tamponi o test mirati.
Vulvodinia e ipersensibilità della vulva
Quando il dolore è soprattutto all’ingresso e può essere evocato anche dal semplice contatto (tamponi, sfregamento, visita), una delle condizioni da considerare è la vulvodinia. Non significa che “non c’è niente”: indica un dolore reale, legato a una sensibilizzazione dei tessuti e dei nervi, spesso accompagnata da tensione del pavimento pelvico. La gestione può includere educazione, fisioterapia specifica, modifiche delle abitudini irritanti e, quando indicato, terapie mediche. Un percorso strutturato può migliorare molto la qualità di vita.
Contrattura del pavimento pelvico e vaginismo
Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli che sostiene gli organi e partecipa alla funzione sessuale. Se questi muscoli sono troppo contratti o reagiscono “chiudendosi” per paura del dolore, la penetrazione può diventare difficile o molto dolorosa. Questo non è un capriccio: è un riflesso che si può rieducare con gradualità. Un supporto di ostetrica o fisioterapista specializzata sul pavimento pelvico può essere decisivo, con esercizi mirati, respirazione, tecniche di rilassamento e lavoro sulla percezione corporea.
Endometriosi e altre cause di dolore pelvico profondo
Se il dolore è profondo, associato a mestruazioni molto dolorose, dolore durante l’evacuazione in alcuni periodi del ciclo, o dolore pelvico ricorrente, una causa da valutare è l’endometriosi. Non tutte le persone con endometriosi hanno dispareunia e non tutta la dispareunia dipende da endometriosi, ma vale la pena parlarne con il ginecologo quando i sintomi si sommano. Altre possibili cause di dolore profondo includono cisti ovariche, fibromi, aderenze, infiammazioni pelviche, o problemi dell’intestino o della vescica che si “riflettono” sul rapporto.
Post parto, cicatrici, episiotomia e cambiamenti nel corpo
Dopo il parto, soprattutto se ci sono stati tagli, lacerazioni o un’episiotomia, può esserci dolore per settimane o mesi, anche per secchezza (frequente in allattamento) e per una maggiore sensibilità della zona. Anche piccole cicatrici possono diventare rigide e dare fastidio con la trazione. In questi casi è utile una visita di controllo, e spesso un percorso con ostetrica o fisioterapista per mobilizzazione della cicatrice, recupero del tono e del controllo muscolare, e ritorno graduale alla penetrazione.
Menopausa e cambiamenti ormonali
In menopausa i tessuti possono diventare più sottili e meno elastici, con maggiore secchezza e facilità alle irritazioni. Questo può rendere i rapporti dolorosi, soprattutto all’inizio. Non è “inevitabile”: esistono strategie efficaci, dai lubrificanti ai trattamenti locali (che deve valutare il medico). Se ti ritrovi in questa fase, può essere utile approfondire anche la menopausa e i controlli consigliati.
Fattori emotivi, stress, ansia e memoria del dolore
Stress, stanchezza, esperienze negative, paura del dolore o difficoltà di comunicazione nella coppia possono contribuire a mantenere la dispareunia. Non vuol dire che “è psicologico” e basta, ma che il sistema nervoso può diventare più reattivo e il corpo più contratto. Quando la tensione è importante, un supporto con un/una sessuologo/a o un/una psicologo può aiutare a spezzare il circolo dolore-paura-contrazione e a ritrovare gradualità e fiducia.
Quando è il caso di consultare un medico
È utile chiedere una valutazione se il dolore si ripete, se ti impedisce di avere rapporti sereni o se sta cambiando la tua vita sessuale. È ancora più importante consultare rapidamente un medico se compare uno di questi segnali: dolore improvviso e intenso, febbre, perdite maleodoranti, sanguinamento dopo i rapporti, dolore addominale importante, sospetto di infezione, gravidanza in corso con dolore o sanguinamento, o dolore associato a sintomi urinari forti. In generale, prima si chiarisce la causa, prima si evita che il problema si “cronicizzi” con aumento della tensione muscolare e della paura.
Quali visite ed esami possono essere utili
La scelta dipende dai sintomi e dalla storia clinica. In genere si parte da una visita accurata con domande mirate e un esame obiettivo delicato (quando possibile e tollerato). Il medico può consigliare un controllo ginecologico o urologico, eventuali tamponi vaginali/cervicali, test per infezioni sessualmente trasmesse, e in alcuni casi un’ecografia. Per alcune persone può essere utile una visita ginecologica con ecografia per valutare utero e ovaie, oppure una valutazione dedicata del pavimento pelvico. Se ci sono perdite o sanguinamenti anomali, il ginecologo può indicare Pap test o colposcopia a seconda dei casi. L’obiettivo non è “fare tutti gli esami”, ma scegliere quelli davvero utili per arrivare a una diagnosi corretta.
Cosa puoi fare (in sicurezza) per ridurre il dolore, già da subito
In attesa della visita o mentre stai impostando un percorso, ci sono alcune strategie non farmacologiche che spesso aiutano. Prima di tutto: smettere di “stringere i denti”. Se un rapporto fa male, forzare può aumentare microlesioni e alimentare il ciclo del dolore. È importante anche dedicare più tempo all’eccitazione e alla lubrificazione, usare un lubrificante adatto (meglio se senza profumi o sostanze irritanti), e scegliere posizioni che permettano di controllare profondità e ritmo. Molte persone beneficiano di tecniche di respirazione e rilassamento, soprattutto se il dolore è accompagnato da contrazione involontaria. Anche curare irritazioni locali evitando detergenti aggressivi, lavaggi troppo frequenti o indumenti molto stretti può ridurre il bruciore.
Se stai valutando un antidolorifico “da banco”, ricorda che può aiutare solo sul sintomo e non sulla causa, e va usato con prudenza. Per esempio, alcuni ricorrono a ibuprofene o paracetamolo per dolore pelvico o mestruale: è una scelta che andrebbe discussa con il medico, soprattutto se hai gastrite, problemi renali, assumi altri farmaci o sei in gravidanza. In ogni caso, se il dolore si ripete, la soluzione non è “prendere qualcosa e andare avanti”, ma capire il perché.
Come parlare con il partner (senza colpe e senza pressione)
La dispareunia può far sentire inadeguati o “difettosi”, ma non lo sei. Spiegare al partner che il dolore è un segnale del corpo, non un rifiuto della persona, aiuta a ridurre tensione e incomprensioni. Può essere utile concordare una pausa dalla penetrazione e concentrarsi su intimità e piacere non dolorosi, mantenendo la complicità. Quando necessario, un percorso di terapia di coppia o consulenza sessuologica può offrire strumenti pratici per comunicare meglio e riprendere gradualmente la sessualità.
Prevenzione: cosa riduce il rischio di dolore nei rapporti nel tempo
Non sempre la dispareunia è prevenibile, ma alcune abitudini riducono irritazioni e favoriscono benessere. Aiuta usare detergenti delicati e non aggressivi, evitare lavande interne non necessarie, curare la lubrificazione (soprattutto in periodi di secchezza), e fare controlli ginecologici regolari. Se hai sintomi come bruciore o prurito intimo che ricorrono, meglio non autotrattarsi a lungo: capire la causa riduce recidive e infiammazione cronica. In presenza di rapporti a rischio, usare il preservativo è un’azione semplice ma molto efficace per proteggersi dalle infezioni.
Messaggi chiave da ricordare
La dispareunia non è “normale” e non andrebbe minimizzata. Le cause sono molte e spesso si combinano: secchezza, infezioni o infiammazioni, ipersensibilità vulvare, contrattura del pavimento pelvico, endometriosi, cicatrici o cambiamenti ormonali, oltre a stress e paura del dolore. Il percorso migliore parte da una valutazione medica e, quando serve, integra fisioterapia e supporto psicologico o sessuologico. Con un approccio graduale e rispettoso del corpo, spesso si ottengono miglioramenti significativi.
FAQ sulla dispareunia
La dispareunia è sempre legata a un’infezione?
No. Un’infezione può causare dolore, ma la dispareunia può dipendere anche da secchezza, contrattura muscolare, vulvodinia, endometriosi, cicatrici o fattori emotivi. Per questo è utile una valutazione mirata invece di trattamenti “a tentativi”.
Dolore all’inizio della penetrazione: cosa può significare?
Spesso è un dolore superficiale legato a secchezza, irritazione, microlesioni, infiammazione della vulva o contrattura del pavimento pelvico. Descrivere bene il punto e il tipo di dolore al medico aiuta a orientare il percorso.
Dolore profondo durante i rapporti: devo preoccuparmi?
Non sempre è un segnale grave, ma merita una visita, soprattutto se è ricorrente o associato a dolori mestruali importanti o dolore pelvico. Il ginecologo valuterà se servono accertamenti per condizioni come endometriosi, cisti o altre cause pelviche.
La dispareunia può comparire dopo il parto?
Sì. Secchezza (specie in allattamento), cicatrici e cambiamenti del pavimento pelvico possono rendere i rapporti dolorosi. Un controllo post parto e, se indicato, un percorso di riabilitazione pelvica aiutano spesso a recuperare.
Se ho dispareunia devo evitare i rapporti?
Forzare la penetrazione quando fa male può peggiorare il problema. Spesso è utile sospendere temporaneamente ciò che provoca dolore e mantenere l’intimità con pratiche non dolorose, mentre si indaga la causa e si avvia un percorso di cura.
Quando è urgente farsi vedere?
È meglio consultare rapidamente un medico se il dolore è improvviso e molto intenso, se compaiono febbre, perdite maleodoranti, sanguinamento dopo il rapporto, dolore addominale importante o sospetto di infezione.
Prenota ora una Visita Ginecologica
Cerca la prestazione medica di cui hai bisogno.
AutoreElty
Specializzati in tematiche di salute e benessere, ci impegniamo a fornirvi informazioni precise, aggiornate e facilmente accessibili per aiutarvi a vivere una vita più sana.
Chi siamo?
Elty è composto da un team di esperti in salute pubblica, nutrizionisti, medici e giornalisti scientifici. Uniamo le nostre diverse competenze per portarvi articoli che coprono un'ampia gamma di argomenti, dalla nutrizione alla salute mentale, dalla prevenzione delle malattie agli ultimi ritrovati della medicina.
La nostra missione
La nostra missione è chiarire il complesso mondo della salute e del benessere, rendendolo accessibile a tutti. Crediamo fermamente che un pubblico informato sia un pubblico più sano, e ci impegniamo a mantenervi aggiornati con contenuti affidabili e ben ricercati.
Articoli correlati
Scopri altri articoli per prenderti cura della tua salute...





