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Collagene: cos'è, a cosa serve, tipi e come assumerlo

~May 26, 2026
14 minuti
molecole di collagene

C'è una proteina che lavora in silenzio ogni giorno, dentro la tua pelle, nelle tue articolazioni, nelle ossa e nei capelli. Non la noti finché inizia a mancare. Poi compaiono le prime rughe che sembrano restare, le ginocchia che scricchiolano, le unghie che si spezzano con più facilità. È in quel momento che molte persone iniziano a chiedersi cosa sia il collagene, dove trovarlo e se valga davvero la pena integrarlo.

Il collagene è la proteina strutturale più abbondante nel corpo umano: rappresenta circa il 30% di tutte le proteine presenti nell'organismo, secondo i dati della letteratura biomedica. Il problema è che la sua produzione naturale inizia a ridursi già dopo i 25 anni, con un calo stimato intorno all'1-1,5% per anno. Entro i 50 anni, molte persone hanno già perso una quota significativa della loro riserva endogena.

In questo articolo trovi tutto quello che è utile sapere: cosa fa il collagene nel corpo, quali tipi esistono, come assumerlo nel modo più efficace e quando ha senso rivolgersi a uno specialista per una valutazione più approfondita.

Che cos'è il collagene e perché è importante?

Il collagene è una proteina fibrosa prodotta principalmente dai fibroblasti, cellule presenti nel tessuto connettivo. Dal punto di vista chimico, è composto da una sequenza ripetuta di tre aminoacidi fondamentali: glicina, prolina e idrossiprolina. Questi si avvolgono in una struttura a tripla elica che conferisce ai tessuti resistenza meccanica, elasticità e compattezza.

La sua importanza è difficile da sovrastimare. Il collagene forma letteralmente l'impalcatura del corpo: è il componente principale della pelle, delle cartilagini, dei tendini, dei legamenti, delle ossa e dei vasi sanguigni. Senza una quantità adeguata di questa proteina, i tessuti perdono integrità strutturale e la loro capacità di rigenerarsi dopo uno stress fisico o un danno.

La produzione di collagene è influenzata da più fattori. L'età è il principale: dopo i 25 anni il declino è progressivo e costante. Ma anche l'esposizione prolungata ai raggi UV, il fumo di sigaretta, una dieta povera di vitamina C e proteine, e lo stress ossidativo cronico accelerano questo processo. Capire questi meccanismi aiuta a fare scelte più consapevoli, sia sul piano alimentare che su quello dell'integrazione.

Tipi di collagene: quali sono e le loro funzioni (tipo I, II, III)

Parlare di collagene al singolare è una semplificazione: in realtà ne esistono almeno 28 tipi diversi, ciascuno con una struttura e una funzione specifica. Nella pratica quotidiana, quelli più rilevanti per la salute e l'integrazione sono tre.

Il collagene di tipo I è il più abbondante in assoluto: si trova nella pelle, nelle ossa, nei tendini e nelle cornee. Fornisce resistenza alla trazione e costituisce la base della struttura cutanea. È il tipo principalmente coinvolto nella comparsa delle rughe e nella perdita di tonicità della pelle con l'avanzare dell'età.

Il collagene di tipo II è invece specializzato nelle cartilagini articolari. Forma una rete che trattiene l'acqua all'interno del tessuto cartilagineo, garantendo ammortizzazione e mobilità alle articolazioni. Per questo motivo è il tipo di riferimento negli integratori pensati per il supporto articolare, soprattutto in presenza di osteoartrite o per chi pratica attività fisica intensa.

Il collagene di tipo III si trova spesso associato al tipo I. È presente in abbondanza nella pelle giovane, nei vasi sanguigni e negli organi interni. Contribuisce all'elasticità tissutale e svolge un ruolo importante nella cicatrizzazione delle ferite. Con l'età, la quota di tipo III tende a ridursi, lasciando spazio a una maggiore proporzione di tipo I, meno elastico.

Collagene: a cosa serve e quali sono i benefici per pelle, articolazioni, capelli e unghie

I benefici del collagene riguardano diversi distretti del corpo, e la ricerca scientifica degli ultimi anni ha prodotto evidenze sempre più solide a riguardo. È importante distinguere tra ciò che è supportato da studi clinici e ciò che appartiene ancora all'area dell'ipotesi o dell'uso empirico.

Per quanto riguarda la pelle, una revisione sistematica pubblicata sul Journal of Drugs in Dermatology (2019) ha analizzato 11 studi randomizzati controllati e concluso che l'integrazione con peptidi di collagene migliorava in modo statisticamente significativo l'idratazione cutanea, l'elasticità e la riduzione delle rughe dopo 4-12 settimane di assunzione continuativa.

Sul fronte delle articolazioni, uno studio pubblicato su Current Medical Research and Opinion (2008) ha valutato l'effetto del collagene idrolizzato in persone con dolore articolare correlato all'attività fisica, riscontrando una riduzione significativa del dolore rispetto al gruppo placebo. Il collagene di tipo II non denaturato ha mostrato benefici anche nelle forme di osteoartrite, agendo su meccanismi immuno-mediati.

Per capelli e unghie, le evidenze sono promettenti anche se meno numerose. Uno studio pubblicato su Journal of Cosmetic Dermatology (2017) ha riportato un aumento della crescita delle unghie e una riduzione della fragilità dopo 24 settimane di assunzione di peptidi di collagene. Sui capelli, il collagene supporta la struttura del follicolo e può contribuire a rallentare alcuni meccanismi di assottigliamento legati all'invecchiamento del cuoio capelluto, un aspetto di interesse anche per chi segue un percorso legato all'alopecia androgenetica.


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Quando iniziare ad assumere il collagene?

La domanda sul momento giusto per iniziare a integrare il collagene non ha una risposta unica: varia in base all'età, alle esigenze individuali e agli obiettivi di salute. In linea generale, poiché la produzione naturale inizia a calare intorno ai 25 anni, molti specialisti considerano questo periodo un momento ragionevole per iniziare a sostenere l'organismo, anche in chiave preventiva.

Chi ha già superato i 40 anni e nota segnali concreti come pelle meno tonica, articolazioni che fanno sentire la loro presenza durante il movimento, capelli più fragili o unghie che si rompono facilmente, ha spesso un razionale clinico più diretto per valutare l'integrazione. La stessa cosa vale per chi pratica sport regolarmente e sottopone le articolazioni a carichi ripetuti.

È importante sottolineare che assumere collagene non significa bypassare uno stile di vita sano. L'integrazione funziona meglio quando si inserisce in un contesto di alimentazione equilibrata, adeguata idratazione, protezione solare e controllo degli altri fattori che accelerano la degradazione del collagene endogeno, come il fumo e lo stress ossidativo cronico.

Come e quando assumere il collagene: mattina o sera?

Sull'assunzione del collagene, uno degli aspetti più discussi riguarda il momento della giornata. In realtà, non esistono evidenze definitive che rendano un orario nettamente superiore all'altro. Ciò che conta di più è la costanza: assumerlo ogni giorno, alle stesse condizioni, ottimizza l'accumulo dei peptidi nei tessuti bersaglio.

Detto questo, alcuni elementi orientano verso preferenze specifiche. L'assunzione mattutina a stomaco vuoto può favorire un assorbimento più rapido, poiché in assenza di altri nutrienti la competizione per i trasportatori intestinali è minore. L'assunzione serale, vicino al momento del sonno, si basa invece sull'idea che i processi riparativi dei tessuti siano più attivi nelle ore notturne, quando il corpo è in fase anabolica, con ricadute positive anche sulla qualità del sonno complessiva.

Una pratica diffusa e razionalmente fondata è abbinare il collagene alla vitamina C, indispensabile per la sintesi endogena di questa proteina: la vitamina C è necessaria per l'idrossilazione della prolina e della lisina, passaggio obbligato nella formazione della tripla elica. Molti integratori di collagene idrolizzato la includono già nella formulazione per questo motivo.

Per quanto riguarda la forma, il collagene da bere in formato liquido o in polvere da sciogliere viene spesso indicato come più pratico e con un assorbimento potenzialmente più veloce rispetto alle capsule, anche se le differenze in termini di efficacia tra le varie forme non sono ancora state stabilite in modo definitivo dalla ricerca.

Collagene idrolizzato e peptidi di collagene: cosa sono e perché sono efficaci

Quando si parla di collagene idrolizzato, si fa riferimento a una forma di collagene che ha subito un processo di idrolisi enzimatica o acida: le lunghe catene proteiche vengono spezzate in frammenti più piccoli, chiamati peptidi di collagene. Questa trasformazione è fondamentale perché il collagene nella sua forma nativa non verrebbe assorbito efficacemente dall'intestino.

I peptidi di collagene hanno un peso molecolare ridotto, in genere tra i 2.000 e i 5.000 Dalton, che consente loro di attraversare la mucosa intestinale e raggiungere il circolo sanguigno. Una volta nel sangue, si distribuiscono ai tessuti bersaglio, dove stimolano i fibroblasti a produrre nuovo collagene endogeno. Questo meccanismo indiretto, di stimolazione della sintesi, è oggi considerato uno dei principali responsabili dell'efficacia degli integratori.

Il grado di idrolisi è una variabile importante: più il processo è avanzato, più i frammenti sono piccoli e biodisponibili. I prodotti con peso molecolare basso mostrano in genere una migliore assimilazione rispetto a quelli con idrolisi parziale. Alcuni studi hanno identificato specifici dipeptidi, come la Pro-Hyp e la Hyp-Gly, come particolarmente attivi nella stimolazione dei fibroblasti cutanei.

Collagene marino e bovino: quali sono le differenze?

La fonte da cui viene estratto il collagene influenza la sua composizione, la sua biodisponibilità e la sua adattabilità a esigenze specifiche. Le due fonti più diffuse negli integratori sono quella marina e quella bovina.

Il collagene marino viene estratto dalla pelle, dalle squame o dalle lische di pesci di acqua salata o dolce. È prevalentemente di tipo I, con un peso molecolare particolarmente basso che ne facilita l'assorbimento intestinale. Alcuni ricercatori lo indicano come la fonte con la migliore biodisponibilità disponibile sul mercato. È la scelta preferita da chi segue un'alimentazione che esclude carni terrestri, ed è privo di rischio di trasmissione di malattie bovine. L'unica avvertenza riguarda le persone con allergia alimentare ai prodotti ittici.

Il collagene bovino viene estratto dalla pelle, dalle ossa e dalle cartilagini di bovini. Contiene sia tipo I che tipo III, rendendolo più versatile per chi cerca benefici sia sulla pelle che sulla struttura connettivale in senso più ampio. È la fonte più utilizzata a livello globale, con una lunga storia d'uso negli integratori alimentari. Chi segue diete vegane o vegetariane, o ha restrizioni legate a specifiche tradizioni religiose, preferirà orientarsi verso alternative di origine marina o vegetale (anche se queste ultime, basate su brodi di alghe, non contengono collagene vero e proprio ma nutrienti che ne supportano la sintesi).

In quali alimenti si trova il collagene?

Prima che gli integratori diventassero così diffusi, la fonte principale di collagene alimentare era la cucina tradizionale. Brodi a lunga cottura preparati con ossa, cartilagini e cotenne, gelatine di carne, piedi di maiale, trippa: tutte preparazioni ricche di collagene che la modernizzazione della dieta mediterranea ha progressivamente ridotto nei consumi abituali.

Tra gli alimenti più ricchi troviamo il brodo d'ossa, ottenuto dalla cottura prolungata di ossa di manzo, pollo o pesce: durante la bollitura il collagene contenuto nelle strutture connettivali si dissolve nel liquido. Anche il pesce consumato con la pelle, le cartilagini di pollo e i tagli di carne ricchi di tessuto connettivo sono fonti significative.

È importante ricordare che il collagene ingerito attraverso gli alimenti subisce la stessa digestione di qualsiasi proteina: viene scomposto in aminoacidi e peptidi prima di essere assorbito. Questo non lo rende inefficace, ma significa che l'effetto è mediato dagli stessi meccanismi degli integratori idrolizzati. Per massimizzare la sintesi endogena di collagene attraverso la dieta, è utile anche garantire un adeguato apporto di vitamina C (agrumi, kiwi, peperoni), zinco (carne, legumi, semi di zucca) e rame (noci, semi, fegato), così come suggerito dalla piramide alimentare.

Controindicazioni ed effetti collaterali del collagene

Il collagene è generalmente considerato sicuro per la maggior parte delle persone adulte in buona salute. Tuttavia, alcune controindicazioni del collagene meritano attenzione, soprattutto in presenza di condizioni mediche specifiche.

Chi ha allergie documentate a pesce, crostacei o carne bovina deve verificare attentamente la fonte dell'integratore prima di assumerlo. Le reazioni allergiche, anche se rare, possono manifestarsi con prurito, orticaria o disturbi gastrointestinali. In questi casi, è fondamentale leggere con cura l'etichetta e, se necessario, chiedere consiglio a uno specialista.

Le persone con insufficienza renale devono prestare attenzione all'apporto proteico complessivo: aggiungere un integratore di collagene può influire sul carico renale, soprattutto se già si assumono altre proteine in forma concentrata. Lo stesso vale per chi soffre di gotta, poiché alcuni aminoacidi del collagene possono essere metabolizzati in precursori dell'acido urico.

Per quanto riguarda gli effetti collaterali del collagene, i più frequenti sono di natura gastrointestinale: gonfiore addominale, senso di pesantezza o nausea, soprattutto nelle prime settimane di assunzione o quando si superano le dosi consigliate. Nella maggior parte dei casi questi disturbi si risolvono spontaneamente riducendo la dose o modificando il momento dell'assunzione.

Le donne in gravidanza e in allattamento, pur non essendo una controindicazione assoluta, dovrebbero sempre consultare il proprio specialista prima di iniziare qualsiasi forma di integrazione, inclusa quella con collagene.

Quando consultare uno specialista

Se noti cambiamenti significativi nella qualità della tua pelle, un aumento del dolore articolare, una perdita di capelli più intensa del solito o unghie che si deteriorano rapidamente, la valutazione di uno specialista è il primo passo corretto. Questi segnali possono avere cause diverse, non sempre legate alla sola riduzione del collagene: è importante escludere condizioni sottostanti prima di affidarsi a un'integrazione.

Un dermatologo può valutare lo stato di salute della pelle e orientarti verso il percorso più adatto. Un reumatologo è il riferimento per i disturbi articolari cronici o progressivi, come l'artrite reumatoide. Un medico nutrizionista o uno specialista in medicina interna può invece aiutarti a capire se la tua alimentazione supporta adeguatamente la produzione di collagene e se un integratore ha senso nel tuo caso specifico.

Se stai già assumendo farmaci, hai patologie croniche o hai avuto in passato reazioni a integratori proteici, una valutazione medica preventiva non è solo consigliata: è necessaria.


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Prendersi cura di sé inizia dalla comprensione

Sapere cosa fa il collagene, come funziona e dove trovarlo è già un passo importante verso scelte di salute più consapevoli. Ma la conoscenza da sola non basta: ognuno ha un corpo diverso, una storia diversa e obiettivi diversi. Il percorso migliore è sempre quello costruito insieme a uno specialista che ti conosce.

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Domande frequenti sul collagene

A cosa serve il collagene per il corpo?

Il collagene è la proteina strutturale più abbondante nel corpo umano: fornisce resistenza e flessibilità a pelle, cartilagini, ossa, tendini e legamenti. Contribuisce anche all'elasticità cutanea e alla salute di capelli e unghie, svolgendo un ruolo fondamentale nel mantenimento dell'integrità dei tessuti connettivi in tutto l'organismo.

Chi non deve prendere il collagene?

Le persone con allergie note al pesce, ai molluschi o alle carni bovine devono scegliere con attenzione la fonte del collagene o evitarlo del tutto. Anche chi soffre di insufficienza renale, gotta o ipercalcemia dovrebbe consultare uno specialista prima di iniziare l'integrazione. Le donne in gravidanza o allattamento devono sempre richiedere una valutazione medica preventiva.

Quanto tempo ci mette il collagene a fare effetto?

I primi effetti del collagene sulla pelle e sulle articolazioni si osservano in genere dopo 4-8 settimane di assunzione regolare. Per benefici più consolidati, soprattutto su articolazioni e capelli, alcuni studi indicano la necessità di un percorso continuativo di almeno 3 mesi. La costanza nell'assunzione è il fattore più determinante per i risultati.

Che effetto fa il collagene?

L'assunzione regolare di integratori di collagene favorisce la riduzione delle rughe superficiali, migliora l'idratazione e l'elasticità cutanea, supporta la funzionalità articolare e contribuisce alla salute di capelli e unghie. Gli effetti variano in base all'età, allo stile di vita e alla qualità del prodotto, ed emergono in modo graduale nel tempo.

Qual è il miglior collagene da assumere?

La scelta del collagene più adatto varia in base all'obiettivo. Il collagene idrolizzato e i peptidi di collagene mostrano la migliore biodisponibilità. Per la pelle si preferisce in genere il tipo I, per le articolazioni il tipo II. Uno specialista può orientare la scelta in modo personalizzato, tenendo conto delle esigenze individuali e di eventuali condizioni di salute presenti.

Quando è meglio assumere il collagene, mattina o sera?

Il collagene può essere assunto sia al mattino che alla sera, e non esistono evidenze definitive che rendano un orario nettamente superiore all'altro. Alcune indicazioni suggeriscono l'assunzione serale per favorire i processi riparativi notturni, mentre quella mattutina a stomaco vuoto potrebbe migliorare l'assorbimento. L'elemento più importante resta la costanza quotidiana nell'assunzione.

Quali sono gli effetti collaterali del collagene?

Gli effetti collaterali del collagene sono generalmente lievi e transitori: i più comuni sono disturbi gastrointestinali come gonfiore o nausea, soprattutto nelle prime settimane. Raramente possono comparire reazioni allergiche legate alla fonte di provenienza, come pesce o bovino. In caso di sintomi persistenti o insoliti, è opportuno interrompere l'assunzione e consultare uno specialista.

Cosa contiene il collagene?

Il collagene è una proteina composta principalmente da tre aminoacidi: glicina, prolina e idrossiprolina, che si assemblano in una struttura a tripla elica. Gli integratori lo contengono in forma idrolizzata, cioè scomposta in catene più corte chiamate peptidi, che facilitano l'assorbimento intestinale e la distribuzione ai tessuti bersaglio nell'organismo.

Fonti

  1. Proksch E. et al., "Oral supplementation of specific collagen peptides has beneficial effects on human skin physiology: a double-blind, placebo-controlled study", Skin Pharmacology and Physiology, 2014.

  2. Clark K.L. et al., "24-Week study on the use of collagen hydrolysate as a dietary supplement in athletes with activity-related joint pain", Current Medical Research and Opinion, 2008.

  3. Hexsel D. et al., "Oral supplementation with specific bioactive collagen peptides improves nail growth and reduces symptoms of brittle nails", Journal of Cosmetic Dermatology, 2017.

  4. Choi F.D. et al., "Oral Collagen Supplementation: A Systematic Review of Dermatological Applications", Journal of Drugs in Dermatology, 2019.

  5. Istituto Superiore di Sanità (ISS), "Integratori alimentari: quadro normativo e sicurezza d'uso", Rapporti ISTISAN, 2021.

  6. Ministero della Salute, "Linee guida sugli integratori alimentari contenenti aminoacidi e proteine", aggiornamento 2023.

  7. Ricard-Blum S., "The Collagen Family", Cold Spring Harbor Perspectives in Biology, 2011.

  8. EFSA (European Food Safety Authority), "Scientific Opinion on the substantiation of health claims related to collagen hydrolysate", EFSA Journal, 2011.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono una valutazione medica personalizzata.


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