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Tumore al pancreas: sintomi, cause, diagnosi e cure

~April 30, 2026
14 minuti
tumore al pancreas

Ci sono sintomi che si ignorano per settimane, a volte per mesi, convinti che si tratti di qualcosa di passeggero: un po' di stanchezza, qualche fastidio allo stomaco, un calo di peso che si attribuisce allo stress. Il tumore al pancreas è una patologia che spesso si manifesta in modo silenzioso nelle fasi iniziali, il che la rende una delle più difficili da diagnosticare precocemente. Eppure capire come riconoscerne i segnali, conoscere i fattori di rischio e sapere quali percorsi di cura esistono può fare una differenza reale.

Se sei qui perché hai sentito parlare di questa malattia, perché un familiare ha ricevuto una diagnosi o perché hai notato qualcosa che non ti convince, questa pagina è pensata per darti informazioni chiare, accurate e utili. Non per spaventarti, ma per aiutarti a orientarti con consapevolezza.

Il percorso che troverai di seguito segue un filo logico: dalla biologia del pancreas alla diagnosi, dalle opzioni terapeutiche alle prospettive di sopravvivenza. Perché avere informazioni corrette è il primo passo per affrontare qualsiasi situazione di salute con la testa sul giusto.

Cos'è il tumore al pancreas

Il tumore al pancreas è una neoplasia che origina dalle cellule del pancreas, una ghiandola situata nella parte alta dell'addome, dietro lo stomaco. Il pancreas svolge due funzioni principali: quella esocrina, producendo enzimi digestivi che vengono riversati nell'intestino, e quella endocrina, secernendo ormoni come insulina e glucagone per regolare la glicemia.

La maggior parte dei tumori pancreatici, circa il 90%, origina dalle cellule del pancreas esocrino, e il tipo più comune è l'adenocarcinoma duttale, che si sviluppa dalle cellule che rivestono i dotti pancreatici. Si tratta di un tumore con caratteristiche biologiche che lo rendono particolarmente aggressivo: tende a crescere senza dare sintomi evidenti nelle fasi iniziali e, quando viene scoperto, ha spesso già raggiunto strutture vicine o diffuso ad altri organi.

Una categoria più rara è quella dei tumori del pancreas endocrino, detti anche tumori neuroendocrini pancreatici (pNET), che hanno un comportamento biologico generalmente più lento e una prognosi più favorevole rispetto all'adenocarcinoma.

Quanto è diffuso il tumore al pancreas

Il tumore al pancreas rappresenta circa il 3% di tutti i tumori diagnosticati in Italia, ma è responsabile di una percentuale di decessi decisamente più elevata rispetto alla sua incidenza. Secondo i dati dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), in Italia vengono diagnosticati ogni anno circa 14.000-15.000 nuovi casi, con una distribuzione simile tra uomini e donne.

Il picco di incidenza si registra tra i 65 e i 75 anni, anche se la malattia può comparire a età più giovani, specialmente in presenza di fattori di rischio genetici. A livello globale, secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), il tumore al pancreas è la settima causa di morte per tumore nel mondo, con circa 466.000 decessi registrati nel 2020.

Uno degli aspetti che rende questa patologia così rilevante dal punto di vista della salute pubblica è la difficoltà di individuarla in fase precoce: si stima che al momento della diagnosi, oltre il 50% dei casi presenti già metastasi a distanza, rendendo il percorso terapeutico molto più complesso.

Sintomi del tumore al pancreas

I sintomi del tumore al pancreas nelle fasi iniziali sono spesso aspecifici, il che significa che possono essere confusi con disturbi molto più comuni. Questa caratteristica è uno dei motivi principali per cui la diagnosi precoce rimane una sfida clinica.

Tra i segnali che più frequentemente portano a una prima valutazione ci sono il calo di peso non intenzionale, la perdita di appetito, una stanchezza persistente e un senso di disagio o fastidio nella parte alta dell'addome. Questi disturbi, presi singolarmente, non sono sufficienti per sospettare un tumore pancreatico, ma la loro combinazione e la loro persistenza meritano attenzione.

Con il progredire della malattia possono comparire segnali più caratteristici. L'ittero, cioè il colorito giallastro della pelle e delle sclere degli occhi, compare quando la massa tumorale comprime o ostruisce il dotto biliare comune. Spesso l'ittero si accompagna a prurito intenso, urine scure e feci chiare o argillose. Un altro segnale è il dolore addominale, tipicamente localizzato nella parte alta dell'addome e irradiato verso la schiena, che tende a peggiorare dopo i pasti e in posizione supina.

In alcuni casi può comparire un diabete di nuova insorgenza o un peggioramento improvviso di un diabete già noto, dovuto all'alterazione della funzione endocrina del pancreas causata dalla malattia. Questo elemento, specialmente in persone senza fattori di rischio evidenti per il diabete, può essere un campanello d'allarme da non sottovalutare.

Quali sono le cause e i fattori di rischio

Le cause del tumore al pancreas non sono ancora completamente note, ma la ricerca scientifica ha identificato con chiarezza diversi fattori che aumentano il rischio di sviluppare questa patologia nel corso della vita.

Il fumo di sigaretta è il fattore di rischio modificabile più importante: chi fuma ha un rischio circa doppio di sviluppare un tumore al pancreas rispetto a chi non ha mai fumato, e il rischio cresce proporzionalmente alla quantità di sigarette fumante nel tempo. Smettere di fumare riduce progressivamente questa probabilità.

Anche il diabete mellito di tipo 2 è associato a un rischio aumentato, così come l'obesità e una dieta ricca di grassi saturi e carni lavorate. La pancreatite cronica, specialmente quella legata all'abuso di alcol, è un altro fattore che predispone allo sviluppo della malattia nel lungo periodo.

Una quota di casi, stimata intorno al 5-10%, riconosce una componente ereditaria. Mutazioni nei geni BRCA2, PALB2, ATM e STK11 sono state associate a un rischio aumentato. Chi ha due o più familiari di primo grado con diagnosi di tumore pancreatico può beneficiare di un percorso di sorveglianza personalizzato con uno specialista in genetica oncologica.

L'età avanzata e il sesso maschile sono ulteriori fattori non modificabili associati a una maggiore incidenza, anche se la differenza tra i sessi si è progressivamente ridotta negli ultimi decenni.


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Come avviene la diagnosi

La diagnosi del tumore al pancreas richiede un percorso di valutazione che combina indagini strumentali e, quando necessario, analisi istologiche. Non esiste un singolo test in grado di confermare la presenza della malattia in modo definitivo: lo specialista integra più informazioni per arrivare a una conclusione.

L'ecografia addominale è spesso il primo esame che porta a individuare un'anomalia a livello pancreatico, ma per caratterizzare meglio la lesione si ricorre alla tomografia computerizzata (TC) con mezzo di contrasto o alla risonanza magnetica (RMN). Queste tecniche consentono di valutare le dimensioni del tumore, i suoi rapporti con le strutture vicine e la presenza eventuale di metastasi al fegato o ai linfonodi.

L'ecoendoscopia è uno strumento particolarmente utile quando le immagini standard non sono conclusive: permette di avvicinarsi al pancreas tramite un endoscopio introdotto per via orale e, in molti casi, di eseguire una biopsia guidata per ottenere un campione di tessuto da analizzare al microscopio.

Il marcatore tumorale CA 19-9 è spesso dosato nel sangue e può supportare la valutazione diagnostica e il monitoraggio della malattia, ma non è specifico per il tumore pancreatico e non può essere usato come unico criterio diagnostico. La diagnosi precoce rimane l'obiettivo più importante, anche se al momento non esistono programmi di screening di popolazione validati per questa patologia.

Tipologie di tumore al pancreas

Quando si parla di tumore al pancreas non si fa riferimento a un'unica malattia, ma a un gruppo di neoplasie con caratteristiche biologiche, prognosi e approcci terapeutici differenti.

La forma più frequente è l'adenocarcinoma duttale del pancreas esocrino, che origina dalle cellule che rivestono i dotti pancreatici. Rappresenta la grande maggioranza dei casi e ha un comportamento particolarmente aggressivo, con tendenza precoce all'invasione locale e alla diffusione a fegato, polmoni e peritoneo.

I tumori neuroendocrini del pancreas (pNET) originano dalle cellule delle isole di Langerhans, che compongono il pancreas endocrino. Possono essere funzionanti, cioè secernere ormoni in eccesso come insulina o gastrina, oppure non funzionanti. Hanno generalmente una crescita più lenta e una prognosi più favorevole rispetto all'adenocarcinoma, anche se le forme aggressive esistono.

Esistono poi forme più rare, come il carcinoma adenosquamoso, il carcinoma a cellule acinose e i tumori cistici del pancreas, tra cui la neoplasia mucinosa papillare intraepiteliale (IPMN), che in alcuni casi può evolvere verso la malignità e richiede sorveglianza nel tempo.

Come si cura il tumore al pancreas

Le opzioni di cura per il tumore al pancreas variano in base allo stadio della malattia, alle caratteristiche biologiche del tumore e alle condizioni generali della persona. Il percorso terapeutico viene sempre definito da un team multidisciplinare che include chirurghi, oncologi, gastroenterologi e radioterapisti.

Chirurgia: quando è possibile operare

L'intervento chirurgico rappresenta l'unica possibilità di cura con intento radicale, ma è praticabile solo in circa il 15-20% dei casi, quando il tumore è localizzato e non ha ancora invaso i vasi sanguigni principali o diffuso ad altri organi. L'operazione più comune per i tumori della testa del pancreas è la duodenocefalopancreasectomia, nota anche come intervento di Whipple: si tratta di una procedura complessa che rimuove la testa del pancreas, la prima parte del duodeno, la colecisti e parte del dotto biliare. Per i tumori del corpo o della coda si ricorre invece alla pancreasectomia distale, spesso associata alla rimozione della milza.

Chemioterapia nel tumore al pancreas

La chemioterapia è il trattamento farmacologico principale per questa malattia. Può essere utilizzata dopo l'intervento chirurgico (chemioterapia adiuvante) per ridurre il rischio di recidiva, prima dell'operazione (chemioterapia neoadiuvante) per ridurre le dimensioni del tumore e renderlo operabile, oppure come trattamento primario nelle forme non operabili o metastatiche. I regimi più utilizzati includono la combinazione FOLFIRINOX e la gemcitabina con nab-paclitaxel, scelti in base alle condizioni cliniche della persona e alle caratteristiche molecolari del tumore.

Radioterapia e terapie mirate

La radioterapia viene impiegata in alcuni casi in combinazione con la chemioterapia, soprattutto nelle forme localmente avanzate non operabili, con l'obiettivo di controllare la crescita del tumore e gestire il dolore. Le terapie mirate sono ancora in fase di sviluppo per questa patologia: l'erlotinib, associato alla gemcitabina, è stato approvato in alcune indicazioni specifiche. Le persone con mutazioni nei geni BRCA1/2 possono beneficiare dell'impiego dei PARP inibitori, una classe di farmaci che agisce su specifici meccanismi di riparazione del DNA tumorale. L'immunoterapia, pur molto promettente in altri tumori, mostra risultati più limitati nel tumore pancreatico, ma la ricerca in questo ambito è attiva.

Prevenzione del tumore al pancreas

La prevenzione del tumore al pancreas si basa principalmente sulla riduzione dei fattori di rischio modificabili, poiché al momento non esistono strumenti di screening validati per la popolazione generale.

Smettere di fumare è la misura più efficace che chiunque possa adottare: il rischio legato al fumo diminuisce in modo significativo già dopo i primi anni dall'interruzione. Mantenere un peso corporeo nella norma, seguire un'alimentazione varia e ricca di frutta, verdura e fibre, limitare il consumo di alcol e controllare regolarmente i valori glicemici sono abitudini che riducono l'esposizione a diversi fattori di rischio associati a questa patologia.

Per chi ha una storia familiare positiva per tumore pancreatico o è portatore di mutazioni genetiche ad alto rischio, il percorso di sorveglianza personalizzato con sorveglianza periodica tramite ecoendoscopia o RMN rappresenta uno strumento importante per intercettare eventuali lesioni in fase precoce. Questo percorso va discusso con uno specialista in oncologia o genetica medica.

Aspettative di vita e sopravvivenza

Le aspettative di vita nel tumore al pancreas variano in base a molti fattori: lo stadio della malattia al momento della diagnosi, la possibilità di eseguire un intervento chirurgico radicale, la risposta ai trattamenti oncologici e le condizioni generali della persona.

Quando il tumore viene diagnosticato in fase localizzata e operata con successo, la sopravvivenza a cinque anni può raggiungere il 20-30%, con risultati migliori nei casi in cui i margini chirurgici sono liberi da malattia e i linfonodi non sono coinvolti. La chemioterapia adiuvante dopo l'intervento contribuisce a migliorare ulteriormente questi dati.

Nelle forme localmente avanzate, non operabili ma senza metastasi a distanza, la sopravvivenza mediana si attesta intorno ai 12-15 mesi con i trattamenti attuali. Nelle forme metastatiche, la sopravvivenza mediana è di circa 6-12 mesi, anche se i nuovi regimi chemioterapici e le terapie molecolari stanno contribuendo a migliorare progressivamente questi numeri.

È importante ricordare che le statistiche descrivono popolazioni, non individui. Ogni percorso è unico, e il confronto con uno specialista esperto rimane il punto di riferimento irrinunciabile per comprendere la propria situazione specifica.

Quando consultare uno specialista

Sapere quando rivolgersi a uno specialista è fondamentale, soprattutto per una patologia che tende a non dare segnali chiari nelle fasi iniziali. Non è necessario aspettare che i sintomi diventino gravi per chiedere una valutazione.

Rivolgiti al tuo medico di base o direttamente a uno specialista gastroenterologo o oncologo se noti uno o più di questi segnali che persistono per più di due o tre settimane: calo di peso non spiegato, comparsa di ittero (colorito giallo della pelle o degli occhi), dolore persistente nella parte alta dell'addome che si irradia verso la schiena, feci chiare e urine scure, nausea o perdita di appetito persistenti, comparsa improvvisa di diabete senza fattori di rischio evidenti.

Se hai familiari di primo grado con diagnosi di tumore pancreatico, o se sei portatore di mutazioni genetiche note, parla con il tuo medico della possibilità di attivare un percorso di sorveglianza. La valutazione precoce è uno strumento prezioso: non aspettare che il dubbio diventi certezza per fare il primo passo.


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Domande frequenti sul tumore al pancreas

Quali sono i primi sintomi di un tumore al pancreas?

I primi sintomi del tumore al pancreas sono spesso vaghi: calo di peso non spiegato, stanchezza persistente, perdita di appetito e un senso di fastidio nella parte alta dell'addome. L'ittero, con colorito giallastro della pelle e degli occhi, è uno dei segnali più riconoscibili e compare quando la massa comprime il dotto biliare.

Come si fa a capire se si ha un tumore al pancreas?

La diagnosi del tumore al pancreas richiede una valutazione specialistica che combina ecografia addominale, TC con mezzo di contrasto, RMN e, in molti casi, ecoendoscopia con biopsia. Il marcatore CA 19-9 può supportare il percorso diagnostico, ma da solo non è sufficiente a confermare la diagnosi.

Quanto si può vivere con un tumore al pancreas?

La sopravvivenza nel tumore al pancreas varia in base allo stadio alla diagnosi. Nelle forme localizzate e operate con successo, la sopravvivenza a 5 anni può raggiungere il 20-30%. Nelle forme metastatiche, la sopravvivenza mediana si attesta intorno ai 6-12 mesi, con variazioni individuali legate alla risposta ai trattamenti.

Che dolori dà il tumore al pancreas?

Il dolore del tumore al pancreas è tipicamente sordo e persistente, localizzato nella parte alta dell'addome, e tende a irradiarsi verso la schiena. Peggiora dopo i pasti e in posizione supina, mentre si attenua flettendo il busto in avanti. Nelle fasi iniziali può essere assente o molto lieve.

Come sono le feci con il tumore al pancreas?

Le feci nel tumore al pancreas possono diventare chiare, quasi argillose, galleggianti e particolarmente maleodoranti. Questo cambiamento è dovuto alla ridotta secrezione di bile e di enzimi digestivi pancreatici, che compromette l'assorbimento dei grassi. Le urine, al contrario, tendono a scurirsi.

Dove si manifesta il dolore del tumore al pancreas?

Il dolore del tumore al pancreas si manifesta principalmente nella regione epigastrica, cioè la parte alta e centrale dell'addome, con frequente irradiazione verso la schiena nella zona lombare. Questa caratteristica irradiazione posteriore è uno degli elementi che orienta lo specialista verso una valutazione specifica del pancreas.

Il tumore al pancreas è ereditario?

Una quota di tumori al pancreas, stimata intorno al 5-10% dei casi, riconosce una componente familiare. Mutazioni nei geni BRCA2, PALB2 e STK11 sono associate a un rischio aumentato. Chi ha due o più familiari di primo grado con questa diagnosi può beneficiare di un percorso di sorveglianza personalizzato con uno specialista in genetica oncologica.

Fumare aumenta il rischio di tumore al pancreas?

Il fumo di sigaretta è uno dei fattori di rischio modificabili più rilevanti per il tumore al pancreas: chi fuma presenta un rischio circa doppio rispetto ai non fumatori. Smettere riduce progressivamente questo rischio, che torna a livelli paragonabili a quelli dei non fumatori dopo circa 10-15 anni dall'interruzione del fumo.

Fonti

  1. Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). Linee guida tumori del pancreas esocrino e delle vie biliari. 2023.

  2. Istituto Superiore di Sanità (ISS). Registro Nazionale dei Tumori: dati di incidenza e sopravvivenza. 2022.

  3. World Health Organization (WHO). Global Cancer Observatory (GLOBOCAN): Pancreatic Cancer Statistics. 2020.

  4. European Society for Medical Oncology (ESMO). ESMO Clinical Practice Guidelines: Pancreatic Adenocarcinoma. 2023.

  5. National Institute for Health and Care Excellence (NICE). Pancreatic cancer in adults: diagnosis and management. NICE guideline NG85. 2018 (aggiornamento 2022).

  6. Ministero della Salute. Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025: tumori e fattori di rischio modificabili. 2020.

  7. Conroy T. et al. FOLFIRINOX versus Gemcitabine for Metastatic Pancreatic Cancer. New England Journal of Medicine. 2011;364:1817-1825.

  8. Rawla P, Sunkara T, Gaduputi V. Epidemiology of Pancreatic Cancer: Global Trends, Etiology and Risk Factors. World Journal of Oncology. 2019;10(1):10-27.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono una valutazione medica personalizzata.


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