Distorsione al ginocchio: sintomi, cause, tempi di recupero e cosa fare

- Cos’è una distorsione al ginocchio (e cosa succede dentro l’articolazione)
- Cause più frequenti: come si prende una distorsione al ginocchio
- Sintomi: come riconoscere una distorsione al ginocchio
- Distorsione lieve, moderata o grave: cosa cambia
- Cosa fare subito: prime 24–48 ore dopo la distorsione al ginocchio
- Quando serve il medico: segnali da non ignorare
- Esami e diagnosi: radiografia, ecografia, risonanza
- Tempi di recupero: quanto dura una distorsione al ginocchio
- Trattamento: riposo relativo, tutore e ritorno graduale al movimento
- Fisioterapia e riabilitazione: perché sono centrali
- Distorsione al ginocchio e menisco: quando sospettarlo
- Ritorno allo sport e al lavoro: quando è il momento giusto
- Complicanze e rischi se si sottovaluta
- Prevenzione: come ridurre il rischio di una nuova distorsione al ginocchio
- Domande frequenti sulla distorsione al ginocchio
La distorsione al ginocchio è uno degli infortuni più comuni nello sport e nella vita di tutti i giorni: basta una torsione improvvisa, un appoggio “storto” o una scivolata per sentire dolore e perdere sicurezza nel passo. Anche se spesso non è un problema grave, a volte può nascondere una lesione dei legamenti o del menisco e merita attenzione. In questo articolo trovi indicazioni pratiche e prudenti: come riconoscere i sintomi più tipici, cosa fare subito, quanto può durare il recupero e in quali casi è importante farsi valutare dal medico.
Cos’è una distorsione al ginocchio (e cosa succede dentro l’articolazione)
Con il termine distorsione si intende un trauma in cui l’articolazione viene “forzata” oltre il suo normale range di movimento, senza arrivare a una frattura o a una lussazione completa. Nel ginocchio, questo stress può coinvolgere soprattutto i legamenti (che stabilizzano l’articolazione), la capsula articolare e, in alcuni casi, le strutture interne come il menisco.
Il ginocchio è una “cerniera” molto stabile ma non ama le torsioni: quando il piede resta a terra e il corpo ruota, o quando ci si ferma di colpo cambiando direzione, le fibre dei legamenti possono stirarsi. A seconda dell’intensità del trauma e della stabilità individuale, si va da un semplice stiramento con dolore moderato a una lesione più importante, con gonfiore marcato e sensazione di cedimento.
Cause più frequenti: come si prende una distorsione al ginocchio
Le cause tipiche della distorsione al ginocchio hanno quasi sempre a che fare con un movimento “non previsto” dal ginocchio. Succede spesso durante sport con cambi di direzione, salto e atterraggio, contrasti o frenate brusche (calcio, basket, sci, padel, corsa su terreno irregolare). Ma può capitare anche camminando: una buca, un gradino preso male, una scivolata sul bagnato o una torsione mentre ci si gira velocemente.
Alcuni fattori possono aumentare il rischio: debolezza dei muscoli della coscia e dell’anca, scarso controllo del movimento (propriocezione), affaticamento, calzature poco adatte, ritorno allo sport troppo precoce dopo un infortunio precedente e, in alcuni casi, lassità legamentosa o problemi di allineamento. Non significa che “capiterà per forza”, ma può spiegare perché alcune persone hanno distorsioni più frequenti.
Sintomi: come riconoscere una distorsione al ginocchio
I sintomi possono variare molto, ma alcuni segnali ricorrono spesso. Il più comune è il dolore al ginocchio dopo una torsione o una caduta. Il dolore può essere laterale (interno o esterno), anteriore o diffuso. Può aumentare quando si carica il peso, quando si piega o si raddrizza la gamba, o quando si prova a ruotare leggermente.
Un altro segnale frequente è il gonfiore, che può comparire subito o nelle ore successive. Se il ginocchio si gonfia rapidamente e diventa teso, il medico valuterà la possibilità di versamento importante o sanguinamento interno (emartro), più tipico di traumi maggiori. Se invece il gonfiore è lieve o compare lentamente, può essere legato all’infiammazione dei tessuti sollecitati.
Molte persone riferiscono anche una sensazione di instabilità, come se il ginocchio “cedesse”, oppure la paura di appoggiarlo. Altri sintomi possibili sono calore locale, rigidità, difficoltà a scendere le scale e un movimento limitato. Se compaiono blocchi veri (il ginocchio si incastra e non si riesce a stenderlo o piegarlo) oppure scricchiolii dolorosi associati a gonfiore, è importante una valutazione medica perché potrebbe esserci un interessamento meniscale o un danno più significativo.
Se dopo il trauma il ginocchio diventa molto doloroso, gonfio e instabile, oppure non riesci a camminare facendo almeno pochi passi, è prudente non “stringere i denti” e aspettare: meglio farsi vedere.
Distorsione lieve, moderata o grave: cosa cambia
In modo semplificato, molte distorsioni vengono descritte per gradi, in base al danno dei legamenti e alla stabilità. In una distorsione lieve si ha soprattutto stiramento e dolore, con gonfiore contenuto e ginocchio sostanzialmente stabile. In una distorsione moderata può esserci una lesione parziale: dolore più intenso, gonfiore evidente, limitazione del movimento e qualche sensazione di cedimento. Nelle distorsioni gravi (lesione importante o completa di un legamento) la stabilità è ridotta, il gonfiore può essere importante e spesso è difficile caricare.
Questa classificazione, però, non si può fare con certezza solo “a occhio”: serve un esame clinico eseguito da un professionista e, quando indicato, esami strumentali. Per questo, se i sintomi sono marcati o persistenti, la valutazione medica è il passaggio più sicuro.
Cosa fare subito: prime 24–48 ore dopo la distorsione al ginocchio
Nelle prime ore l’obiettivo è proteggere il ginocchio e contenere dolore e gonfiore. In generale, conviene ridurre il carico (camminare il meno possibile se fa male), evitare movimenti di torsione e tenere l’articolazione a riposo relativo. Il ghiaccio può aiutare sul dolore e sul gonfiore se applicato per periodi brevi e ripetuti durante la giornata, con una barriera tra pelle e ghiaccio per evitare ustioni da freddo.
Tenere la gamba sollevata quando possibile e usare una compressione elastica moderata può essere utile se ben tollerata. Se compare formicolio, peggiora il dolore o il piede diventa freddo/pallido, la compressione va allentata e serve valutazione.
Per il controllo del dolore, molte persone ricorrono a farmaci da banco. È importante non improvvisare: se stai valutando un antinfiammatorio come ibuprofene, considera che non è adatto a tutti (per esempio in caso di gastrite, ulcera, problemi renali, terapie anticoagulanti o allergie). In alternativa può essere considerato un analgesico come paracetamolo, sempre rispettando dosi e controindicazioni. In caso di dubbi, chiedi consiglio al medico o al farmacista, soprattutto se hai altre patologie o stai assumendo terapie.
Quando serve il medico: segnali da non ignorare
È consigliabile una valutazione medica in tempi rapidi se dopo il trauma non riesci a camminare, se il dolore è intenso, se il ginocchio si gonfia molto (specie rapidamente), se senti instabilità marcata o se hai un blocco articolare. Anche la presenza di deformità, febbre, ferite importanti o dolore al polpaccio con gonfiore (che richiede un inquadramento dedicato) sono motivi per non rimandare.
È utile farsi vedere anche quando i sintomi non migliorano dopo alcuni giorni di riposo relativo, o quando il dolore torna appena riprendi le attività. L’obiettivo non è “medicalizzare” ogni distorsione, ma evitare che un danno più serio passi inosservato e porti a ricadute o instabilità cronica.
Esami e diagnosi: radiografia, ecografia, risonanza
La diagnosi parte dall’anamnesi (come è avvenuto il trauma) e dall’esame clinico, con test che valutano stabilità, dolore localizzato e range di movimento. In alcune situazioni il medico può richiedere una radiografia per escludere fratture o distacchi ossei, soprattutto se il dolore è importante o se ci sono criteri specifici legati all’impossibilità di carico.
L’ecografia può essere utile per valutare versamenti, alcune strutture superficiali e l’eventuale presenza di raccolte liquide, ma non è l’esame migliore per vedere bene menischi e legamenti crociati. Quando si sospettano lesioni interne (menisco, legamenti) o quando i sintomi persistono nonostante un trattamento corretto, la risonanza magnetica è spesso l’esame più informativo, perché permette di visualizzare i tessuti molli con maggiore dettaglio.
La scelta dell’esame giusto dipende dai sintomi, dal tipo di trauma e dall’esame clinico. Evitare l’autodiagnosi è un vantaggio: un ginocchio gonfio e dolorante non significa automaticamente “menisco rotto”, così come un ginocchio che fa male ma non si gonfia non esclude problemi significativi.
Tempi di recupero: quanto dura una distorsione al ginocchio
La domanda più comune è: “Quanto ci mette a passare?”. La risposta dipende dalla gravità, dalle strutture coinvolte, dall’età, dalla condizione fisica e da come viene gestito il rientro alle attività. In una distorsione lieve, molte persone notano un netto miglioramento in 1–2 settimane, con ritorno graduale alle attività entro 2–4 settimane. Nelle distorsioni moderate i tempi possono allungarsi a 4–8 settimane, perché l’irritazione dei tessuti e la riduzione di forza e controllo motorio richiedono più lavoro.
Se c’è una lesione importante di un legamento o un coinvolgimento meniscale significativo, il percorso può essere più lungo e deve essere personalizzato dal medico e dal fisioterapista. In questi casi non conta solo “il dolore”: conta anche recuperare stabilità, forza e sicurezza nei movimenti, altrimenti il rischio di nuova distorsione aumenta.
Trattamento: riposo relativo, tutore e ritorno graduale al movimento
Nella maggior parte dei casi, soprattutto nelle distorsioni lievi e in molte moderate, il trattamento è conservativo. Significa ridurre i carichi per il tempo necessario, controllare dolore e gonfiore e poi reintrodurre progressivamente movimento e rinforzo. Il riposo assoluto prolungato raramente è la scelta migliore: il ginocchio ha bisogno di tornare a muoversi, ma nei tempi giusti e con gradualità.
In alcuni casi il medico può consigliare un tutore o una ginocchiera per un periodo limitato, soprattutto se c’è instabilità o se serve protezione durante la camminata. L’obiettivo del tutore non è “guarire da solo”, ma aiutare a muoversi in sicurezza mentre i tessuti recuperano e mentre si lavora sul controllo muscolare.
Quando il dolore lo permette, recuperare l’estensione completa e una flessione funzionale è un passaggio chiave. Anche il rinforzo dei muscoli della coscia e dell’anca è importante: non serve diventare atleti, ma rendere il ginocchio più stabile e reattivo ai movimenti quotidiani.
Fisioterapia e riabilitazione: perché sono centrali
Una distorsione non è solo “un dolore che passa”: spesso lascia temporaneamente il ginocchio più debole e meno coordinato. La fisioterapia aiuta a recuperare mobilità, forza e propriocezione (la capacità di percepire la posizione dell’articolazione), elementi cruciali per prevenire ricadute. Nei percorsi ben impostati, oltre agli esercizi di rinforzo, si lavora sul controllo del gesto: come scendere le scale, come cambiare direzione, come atterrare da un salto, come distribuire il carico.
La riabilitazione è particolarmente utile se fai sport, se hai avuto distorsioni precedenti o se dopo 1–2 settimane non vedi miglioramenti chiari. Anche quando l’infortunio sembra “minimo”, qualche seduta può accelerare il recupero e ridurre l’incertezza sul rientro alle attività.
Distorsione al ginocchio e menisco: quando sospettarlo
Molti associano subito dolore al ginocchio e torsione al “menisco”. In realtà il menisco può essere coinvolto, ma non è l’unica possibilità. Un sospetto aumenta se il dolore è molto localizzato sulla rima articolare (linea tra femore e tibia), se ci sono scatti o blocchi, se alcune posizioni (accovacciarsi, ruotare in carico) scatenano dolore netto o se il ginocchio si “incastra”. Anche qui vale la regola della prudenza: non è possibile confermare senza visita e, quando necessario, imaging appropriato.
Ritorno allo sport e al lavoro: quando è il momento giusto
Tornare troppo presto è uno dei motivi principali di ricaduta. Il rientro dovrebbe basarsi non solo sulla scomparsa del dolore, ma anche sul recupero di movimento, forza e stabilità. In pratica, dovresti riuscire a camminare bene, salire e scendere le scale senza compensi, eseguire piegamenti controllati e movimenti di cambio direzione (se richiesti dal tuo sport o lavoro) senza paura e senza gonfiore reattivo nelle ore successive.
Per lavori fisicamente impegnativi o per sport con torsioni e contatti, può essere utile una progressione guidata: prima attività lineari e controllate, poi esercizi più dinamici, infine gesti specifici. Se dopo l’attività il ginocchio si gonfia o torna dolorante, è un segnale che stai chiedendo troppo, troppo presto.
Complicanze e rischi se si sottovaluta
La maggior parte delle distorsioni guarisce bene, ma sottovalutare alcuni segnali può portare a problemi più lunghi. Il rischio principale è sviluppare instabilità funzionale: il ginocchio appare “ok” nella vita quotidiana, ma cede appena aumenti l’intensità, rendendo più probabili nuove distorsioni. Un altro rischio è il dolore persistente, spesso legato a rigidità, debolezza o alterazioni del movimento sviluppate per “proteggersi”.
Se invece c’è una lesione importante non riconosciuta (per esempio di un legamento), continuare a forzare può peggiorare i sintomi e aumentare il rischio di danni secondari. Per questo la valutazione è importante quando qualcosa non torna o quando la distorsione è stata chiaramente significativa.
Prevenzione: come ridurre il rischio di una nuova distorsione al ginocchio
La prevenzione non significa evitare ogni movimento, ma rendere il ginocchio più pronto a gestire torsioni e cambi di direzione. Allenare forza di coscia e glutei, lavorare su equilibrio e propriocezione e curare tecnica e progressione dei carichi sono strategie efficaci. Anche la scelta delle scarpe e l’attenzione al terreno contano, soprattutto in sport come corsa e calcetto.
Se hai avuto una distorsione, il miglior “assicurazione” è completare davvero il recupero: quando smette di far male è facile pensare di essere guariti, ma la stabilità e la coordinazione spesso impiegano più tempo a tornare. Un programma breve ma ben strutturato può fare la differenza.
Domande frequenti sulla distorsione al ginocchio
Come capisco se è solo una distorsione o qualcosa di più serio?
Se riesci a camminare, il gonfiore è contenuto e i sintomi migliorano chiaramente in pochi giorni, spesso si tratta di un trauma lieve. Se invece il ginocchio è molto gonfio, instabile, bloccato o non riesci a caricare, è prudente una valutazione medica per escludere lesioni di legamenti o menisco.
È normale che il ginocchio si gonfi il giorno dopo?
Sì, può succedere: l’infiammazione e il versamento possono aumentare nelle ore successive. Se però il gonfiore è importante, compare molto rapidamente o peggiora insieme a dolore e limitazione marcata, è meglio farsi controllare.
Posso camminare con una distorsione al ginocchio?
Dipende dall’intensità del dolore e dalla stabilità. Camminare “sopportando” un dolore forte non è una buona idea. In generale conviene ridurre il carico nelle prime 24–48 ore e riprendere gradualmente solo se il passo è stabile e il dolore è gestibile. Se non riesci a fare pochi passi, serve valutazione.
Quanto dura il dolore dopo una distorsione al ginocchio?
Nelle forme lievi può migliorare molto entro 1–2 settimane. Nelle forme moderate può durare diverse settimane, soprattutto durante attività come scale, piegamenti o sport. Se il dolore non migliora o torna appena aumenti i carichi, è utile una visita.
Serve sempre la risonanza magnetica?
No. La risonanza è utile quando si sospettano lesioni interne o quando i sintomi persistono nonostante un trattamento corretto. Nelle distorsioni lievi che migliorano rapidamente spesso non è necessaria.
La fisioterapia è utile anche se la distorsione è “leggera”?
Può esserlo, soprattutto se hai instabilità, se fai sport o se hai avuto distorsioni in passato. Anche poche sedute possono aiutare a recuperare controllo del movimento e ridurre il rischio di ricadute.
Nota di sicurezza: queste informazioni sono generali e non sostituiscono una valutazione medica. In caso di trauma importante, dolore intenso, impossibilità a camminare, gonfiore marcato, blocco o instabilità, contatta il medico o rivolgiti a un pronto soccorso.
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AutoreElty
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