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Diarrea del viaggiatore: sintomi, cause, prevenzione e rimedi

~April 16, 2026
10 minuti
donna con diarrea del viaggiatore

La diarrea del viaggiatore è il disturbo gastrointestinale più comune tra chi si sposta verso destinazioni tropicali o in via di sviluppo: colpisce tra il 20% e il 50% dei viaggiatori internazionali, secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Si manifesta generalmente entro i primi giorni dall'arrivo, con scariche diarroiche frequenti, spesso accompagnate da crampi addominali e nausea. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, si risolve da sola in pochi giorni — e con le giuste precauzioni si può anche prevenire.

Cos'è la diarrea del viaggiatore?

La diarrea del viaggiatore, chiamata anche gastroenterite del viaggiatore, è definita clinicamente come la comparsa di tre o più scariche di feci non formate nelle 24 ore, in una persona che si trova all'estero o che è rientrata di recente da un viaggio. Non si tratta di una singola malattia, ma di una sindrome causata da diversi agenti infettivi — per lo più trasmessi attraverso acqua o alimenti contaminati.

Il nome comune "vendetta di Montezuma" (in riferimento al Messico) o "maledizione del faraone" (per l'Egitto) rende bene l'idea di quanto questo problema sia noto e diffuso tra i turisti. Non è una questione di fortuna: è una risposta prevedibile dell'intestino all'esposizione a microrganismi contro cui il nostro sistema immunitario non è stato precedentemente allenato.

Quali sono i sintomi della diarrea del viaggiatore?

I sintomi della diarrea del viaggiatore compaiono tipicamente nelle prime 24-72 ore dall'esposizione all'agente infettivo. L'esordio può essere improvviso e, per quanto fastidioso, raramente rappresenta un'emergenza vera e propria negli adulti sani.

I sintomi più frequenti includono:

  • Diarrea acquosa frequente: il sintomo cardine, con 3 o più scariche al giorno. Nelle forme più lievi le feci sono semiformate; nelle forme gravi completamente liquide.

  • Crampi e dolori addominali: spesso intensi, con sensazione di urgenza improvvisa. Tipicamente si attenuano dopo ogni evacuazione.

  • Nausea e vomito: più frequenti nelle infezioni virali; possono accompagnare le forme batteriche nella fase iniziale.

  • Febbre lieve: presente in circa il 30% dei casi, soprattutto quando l'agente è batterico. Una febbre alta (oltre 38,5°C) richiede attenzione medica.

  • Gonfiore addominale e flatulenza: comuni in tutte le forme, spesso accompagnati da borborigmi intestinali.

  • Stanchezza e malessere generale: la disidratazione, anche lieve, contribuisce a un senso di debolezza generalizzata.

Un segnale da non sottovalutare mai è la presenza di sangue o muco nelle feci (cosiddetta dissenteria), che suggerisce un'infezione batterica invasiva e richiede valutazione medica immediata.

Le cause principali: batteri, virus e parassiti

Nella maggior parte dei casi, la causa della diarrea del viaggiatore è batterica. I responsabili vengono ingeriti attraverso acqua o cibo contaminati da feci umane o animali — un problema molto più comune nei Paesi dove i sistemi igienico-sanitari sono meno sviluppati.

Ecco i principali agenti infettivi:

  • Escherichia coli enterotossigena (ETEC): è il batterio responsabile del 40-70% dei casi. Produce tossine che stimolano l'intestino a secernere liquidi in eccesso, causando la tipica diarrea acquosa profusa.

  • Campylobacter jejuni: molto diffuso in Asia meridionale e Sud-Est asiatico. Può causare forme più gravi con febbre e feci con sangue.

  • Salmonella non tifoidea: trasmessa spesso attraverso pollame, uova o latticini non pastorizzati. I sintomi compaiono dopo 6-48 ore dall'ingestione.

  • Shigella: responsabile della dissenteria bacillare. Molto contagiosa, causa feci con sangue e muco, febbre alta, crampi intensi.

  • Norovirus e rotavirus: i principali agenti virali. Esordio rapido con vomito e diarrea; più frequenti in crociere e strutture affollate.

  • Giardia lamblia: il parassita più comune. La diarrea può essere meno acuta ma più prolungata, con gonfiore, flatulenza e feci grasse. Va trattata con farmaci specifici.

  • Cryptosporidium: parassita resistente al cloro, si diffonde attraverso l'acqua anche nei Paesi sviluppati. Causa diarrea acquosa che può durare settimane nelle persone immunocompromesse.

Fattori di rischio e destinazioni più a rischio

Non tutti i viaggiatori rischiano allo stesso modo. Ci sono fattori che aumentano significativamente la probabilità di sviluppare un'infezione intestinale durante un viaggio.

Le destinazioni ad alto rischio, secondo i CDC (Centers for Disease Control and Prevention) americani, includono:

  • Asia meridionale e Sud-Est asiatico: India, Pakistan, Nepal, Bangladesh, Myanmar, Cambogia — tra le aree più a rischio al mondo per ETEC e Campylobacter.

  • Africa subsahariana: carenze infrastrutturali diffuse rendono acqua e alimenti frequentemente contaminati.

  • America Latina e Caraibi: Messico, Guatemala, Honduras, Peru — zone endemiche per diarrea batterica e, più raramente, colera.

  • Medio Oriente e Nord Africa: rischio intermedio, ma presente soprattutto in Egitto, Marocco e nei Paesi del Golfo durante periodi di caldo intenso.

Tra i fattori individuali di rischio ci sono: l'età (i bambini piccoli e gli anziani sono più vulnerabili), le condizioni di immunodepressione, l'assunzione cronica di inibitori di pompa protonica (che riducono l'acidità gastrica, prima barriera contro i patogeni), e l'assenza di precauzioni alimentari durante il viaggio. Per approfondire altri disturbi legati a sensibilità individuali, puoi consultare le nostre guide sulla salute.


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Come prevenire la diarrea del viaggiatore: consigli pratici

La prevenzione della diarrea del viaggiatore si basa su un principio molto concreto: ridurre al minimo l'esposizione ad acqua e alimenti potenzialmente contaminati. Non si tratta di essere paranoici, ma di fare scelte consapevoli — anche quando si vuole godersi appieno la cultura gastronomica locale.

Ecco le regole fondamentali da seguire:

  • Lavati le mani spesso: prima di mangiare e dopo ogni contatto con superfici pubbliche. Usa acqua e sapone per almeno 20 secondi, oppure gel igienizzante a base alcolica (almeno 60%).

  • Evita l'acqua del rubinetto: anche per lavarti i denti. Usa sempre acqua in bottiglia sigillata o acqua bollita e fatta raffreddare.

  • Diffida del ghiaccio: è spesso preparato con acqua del rubinetto. Nelle bevande, anche se alcoliche, può essere una fonte di contaminazione.

  • Scegli cibi ben cotti e caldi: i cibi serviti a temperatura elevata sono più sicuri. Evita buffet dove i cibi sostano a lungo a temperatura ambiente.

  • Attenzione alla frutta e alla verdura crude: consumale solo se le sbucchi tu stesso, con mani pulite. Evita insalate e frutta già tagliata di origine incerta.

  • Diffida dei prodotti caseari non pastorizzati: latte crudo, formaggi freschi e yogurt non commerciali possono essere vettori di Salmonella e Campylobacter.

Un'utile regola mnemonica in inglese dice: "Boil it, cook it, peel it or forget it" — bollila, cuocila, sbucciala o lascia perdere. Semplice ma efficace.

Cosa mangiare e bere per evitarla

Sapere cosa mangiare e cosa evitare durante un viaggio a rischio può fare una grande differenza. Non devi rinunciare a esplorare la cucina locale, ma è bene orientare le tue scelte verso le opzioni più sicure.

Preferisci:

  • Cibi cotti al momento e serviti caldi (zuppe, riso, carne e pesce ben cotti)

  • Frutta intera non sbucciata (banane, arance, avocado)

  • Bevande in bottiglie sigillate, tè e caffè bollenti

  • Pane confezionato o appena sfornato

Evita o limita:

  • Frutti di mare crudi o poco cotti (ostriche, ceviche, sushi di dubbia provenienza)

  • Insalate crude e verdure non cotte nei ristoranti locali

  • Salse, maionese e condimenti tenuti a temperatura ambiente

  • Gelati artigianali locali

  • Succhi di frutta freschi preparati con acqua del rubinetto

I fermenti lattici per viaggiatori — in particolare i ceppi di Lactobacillus rhamnosus GG e Saccharomyces boulardii — hanno mostrato in alcuni studi una modesta efficacia preventiva. Puoi discuterne con il tuo medico prima della partenza, soprattutto se sei particolarmente sensibile.

Trattamento e rimedi: cosa fare in caso di diarrea

Se la diarrea ti colpisce nonostante le precauzioni, la prima e più importante cosa da fare è reidratarsi. La perdita di liquidi ed elettroliti è il principale rischio delle forme moderate-gravi, soprattutto in climi caldi.

Ecco come gestire i rimedi per la diarrea del viaggiatore in modo pratico:

  • Soluzioni reidratanti orali (SRO): sono il trattamento di prima linea. Contengono acqua, sali minerali e zuccheri nelle proporzioni giuste per favorire l'assorbimento intestinale. Si trovano in farmacia in bustine da sciogliere. In alternativa improvvisata: acqua minerale con un pizzico di sale e un cucchiaino di zucchero.

  • Loperamide: è un farmaco che riduce la motilità intestinale e può alleviare i sintomi rapidamente. Utile nelle forme lievi-moderate senza febbre né sangue nelle feci. Attenzione: non va usato nelle forme da agenti invasivi (Salmonella, Shigella, E. coli O157), in cui può essere controproducente.

  • Dieta leggera: durante la fase acuta, prediligi cibi facili da digerire come riso in bianco, crackers salati, banane e brodo. Riprendi gradualmente l'alimentazione normale man mano che i sintomi migliorano.

  • Riposo: spesso sottovalutato, ma il riposo aiuta il sistema immunitario a contenere l'infezione più rapidamente.

Evita il latte e i derivati nelle prime 24-48 ore: l'infiammazione intestinale riduce temporaneamente la produzione di lattasi, rendendo difficile la digestione del lattosio.

Farmaci utili da portare in viaggio

Preparare un piccolo kit farmacologico prima di partire per destinazioni a rischio è una scelta saggia. Parla sempre con il tuo medico o con un medico esperto di medicina dei viaggi prima della partenza, soprattutto se hai condizioni di salute particolari.

I principi attivi più comunemente consigliati nel kit del viaggiatore sono:

  • Loperamide: antidiarroico sintomatico, da usare nelle forme lievi-moderate senza febbre o sangue.

  • Sali reidratanti orali: in bustine, leggeri e indispensabili per compensare la perdita di liquidi.

  • Rifaximina: antibiotico a basso assorbimento sistemico, indicato per le diarree batteriche non invasive nelle zone endemiche. Richiede prescrizione medica.

  • Azitromicina: antibiotico sistemico, preferito per le diarree del viaggiatore in Asia meridionale (dove la resistenza ai fluorochinoloni è elevata) e in gravidanza. Richiede prescrizione medica.

  • Metronidazolo o tinidazolo: antiparassitari usati in caso di infezione accertata da Giardia. Richiede prescrizione medica.

  • Paracetamolo o ibuprofene: per la gestione della febbre e del dolore addominale.

Ricorda: gli antibiotici vanno usati solo su indicazione medica. L'uso inappropriato favorisce la resistenza batterica — un problema globale sempre più serio. Non portarli "per precauzione" senza averne discusso con un medico.


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Quando è necessario consultare un medico?

La maggior parte dei casi di diarrea del viaggiatore si risolve spontaneamente in pochi giorni. Ma ci sono situazioni in cui è fondamentale non aspettare e cercare assistenza medica il prima possibile.

Rivolgiti a un medico o a un presidio sanitario se:

  • Hai febbre superiore a 38,5°C che non si abbassa o che persiste oltre 24 ore

  • Noti sangue o muco nelle feci (dissenteria)

  • La diarrea è molto frequente (più di 6-8 scariche al giorno) e profusa

  • Hai segni di disidratazione grave: bocca secca, assenza di urina per molte ore, vertigini, senso di svenimento, confusione

  • I sintomi non migliorano dopo 48-72 ore o peggiorano nonostante la reidratazione

  • I sintomi persistono oltre 7-10 giorni dopo il rientro a casa

  • Sei incinta, immunodepresso, anziano, o viaggi con un bambino piccolo

Dopo il rientro in Italia, se i disturbi gastrointestinali continuano, informa il tuo medico del viaggio effettuato e delle destinazioni visitate: queste informazioni sono decisive per orientare la diagnosi e il trattamento corretto.

Diarrea del viaggiatore nei bambini: come comportarsi

I bambini, soprattutto quelli sotto i 5 anni, sono più vulnerabili alla diarrea del viaggiatore e alle sue complicanze — in primo luogo la disidratazione, che in loro può progredire molto rapidamente. Questo non significa che non possano viaggiare, ma che occorre preparazione e attenzione extra.

Alcune indicazioni pratiche se viaggi con bambini:

  • Porta sempre sali reidratanti pediatrici: le formulazioni per bambini contengono le concentrazioni di elettroliti adatte alla loro fisiologia. In caso di diarrea, inizia subito la reidratazione orale.

  • Allattamento al seno: nei lattanti, continuare ad allattare al seno è protettivo e aiuta a mantenere l'idratazione.

  • Controlla i segni di disidratazione: nei bambini sono fontanella infossata (nei neonati), assenza di lacrime, bocca secca, pianto senza lacrime, urine rare e scure, letargia.

  • Non somministrare loperamide ai bambini sotto i 2 anni: è controindicato. Nei bambini più grandi, solo su indicazione medica.

  • Consulta il pediatra prima di partire: pianifica insieme un kit adeguato all'età del bambino e discuti le profilassi eventualmente utili.

Se un bambino mostra segni di disidratazione grave o non migliora entro 12-24 ore, non aspettare: cerca assistenza medica tempestivamente. Nei bambini piccoli, la finestra per intervenire è più stretta che negli adulti.

Domande frequenti sulla diarrea del viaggiatore

Cosa fare in caso di diarrea del viaggiatore?

La prima priorità è reidratarsi bevendo acqua sicura (in bottiglia sigillata) o soluzioni reidratanti orali. Evita latticini e cibi grassi. Puoi assumere loperamide se la diarrea è abbondante e non è presente sangue nelle feci né febbre alta. In caso di febbre elevata, sangue nelle feci o sintomi che non migliorano, rivolgiti a un medico.

Quanto tempo dura la diarrea del viaggiatore?

Nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente in 3-5 giorni. Circa il 10% dei casi può durare oltre una settimana, soprattutto se causata da parassiti come Giardia o Cryptosporidium. Se i sintomi persistono oltre 7-10 giorni dal rientro, consulta il tuo medico.

Quale antibiotico per la diarrea del viaggiatore?

Gli antibiotici più utilizzati, su indicazione medica, sono la rifaximina (per le forme non invasive nelle zone endemiche), l'azitromicina (preferita in Asia e in gravidanza) e i fluorochinoloni in alcune situazioni specifiche. La scelta dipende dalla destinazione, dalla gravità dei sintomi e dal profilo clinico del paziente. Non assumerli mai senza prescrizione medica.

Come si previene la diarrea del viaggiatore?

Le precauzioni fondamentali sono: bevi solo acqua in bottiglia sigillata o acqua bollita, evita il ghiaccio di origine incerta, mangia solo cibi ben cotti e serviti caldi, lavati le mani frequentemente con acqua e sapone o usa gel igienizzante alcolico. Discuti con il tuo medico la possibilità di assumere fermenti lattici prima e durante il viaggio.


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