Carboidrati: cosa sono, a cosa servono e come sceglierli ogni giorno

- Cosa sono i carboidrati (e perché sono importanti)
- Tipi di carboidrati: semplici, complessi e fibre
- Carboidrati e indice glicemico: cosa significa davvero
- I carboidrati fanno ingrassare? Dipende da qualità, quantità e abitudini
- Quanti carboidrati al giorno? Una risposta che va personalizzata
- Carboidrati a cena: si possono mangiare?
- Carboidrati “buoni”: quali scegliere più spesso
- Carboidrati “da limitare”: non demonizzarli, ma gestirli
- Carboidrati, sport e performance: perché servono (soprattutto in alcuni allenamenti)
- Carboidrati e salute metabolica: glicemia, diabete e insulino-resistenza
- Carboidrati e salute intestinale: il ruolo delle fibre e della regolarità
- Carboidrati e dieta mediterranea: un equilibrio sostenibile
- Quando consultare un medico
- FAQ sui carboidrati
I carboidrati sono tra i nutrienti più discussi: c’è chi li teme, chi li elimina, chi li considera “il carburante” per eccellenza. La verità sta nel mezzo: i carboidrati sono una fonte importante di energia, ma la loro qualità, la quantità e il contesto (stile di vita, attività fisica, eventuali condizioni metaboliche) fanno una grande differenza. In questa guida, pensata per il pubblico italiano, vediamo in modo chiaro cosa sono i carboidrati, quali tipi esistono, come incidono su fame e peso, e come inserirli in un’alimentazione equilibrata senza estremismi.
Cosa sono i carboidrati (e perché sono importanti)
I carboidrati (o glucidi) sono macronutrienti presenti soprattutto in alimenti vegetali come cereali, legumi, frutta e alcuni ortaggi, ma anche nel latte e derivati (per via del lattosio) e nei prodotti che contengono zuccheri aggiunti. Il loro ruolo principale è fornire energia: quando li digeriamo, vengono trasformati in glucosio, che è il “carburante” preferito da molte cellule e, in particolare, dal cervello e dai globuli rossi.
Oltre all’energia immediata, una parte dei carboidrati può essere immagazzinata sotto forma di glicogeno nel fegato e nei muscoli. Questo deposito è prezioso soprattutto quando aumentano le richieste energetiche, per esempio durante una camminata sostenuta o un allenamento.
Vale la pena chiarire un punto: non esistono carboidrati “buoni” o “cattivi” in assoluto. Esistono scelte più adatte o meno adatte a te, ai tuoi obiettivi e al tuo stato di salute. Il focus dovrebbe essere su qualità, porzioni e frequenza, non sul divieto.
Tipi di carboidrati: semplici, complessi e fibre
Quando si parla di carboidrati semplici e complessi si fa riferimento alla loro struttura chimica e, in pratica, alla velocità con cui vengono digeriti e assorbiti. Anche la presenza di fibre, proteine e grassi nel pasto può modificare questa velocità.
Carboidrati semplici: cosa sono e dove si trovano
I carboidrati semplici includono zuccheri come glucosio, fruttosio, saccarosio e lattosio. Si trovano naturalmente in frutta, latte e yogurt, ma anche (e soprattutto) in alimenti industriali con zuccheri aggiunti: bibite, dolci, snack, merendine, cereali zuccherati.
In genere danno energia rapidamente, ma se assunti spesso e in grandi quantità—specialmente in forma “liquida” o ultra-processata—possono favorire picchi glicemici e un ritorno della fame più veloce. Non significa che la frutta sia “da evitare”: il contesto cambia tutto, perché la frutta porta anche fibre, acqua, micronutrienti e un effetto saziante diverso rispetto a una bibita zuccherata.
Carboidrati complessi: cosa sono e perché aiutano la sazietà
I carboidrati complessi (come l’amido) sono catene più lunghe di zuccheri e sono tipici di pane, pasta, riso, patate, mais, legumi. In molte persone, soprattutto se l’alimento è poco raffinato e ricco di fibre, l’assorbimento risulta più graduale e questo può aiutare a sentirsi sazi più a lungo.
Un punto pratico: non è solo “pasta sì/pasta no”. Conta molto la scelta (integrale o raffinata), la cottura (al dente di solito è meglio per la risposta glicemica), la porzione e cosa metti nel piatto insieme (verdure, legumi, proteine, grassi buoni).
Fibre: i carboidrati che non diventano energia (ma fanno benissimo)
Le fibre sono una forma particolare di carboidrati: non vengono digerite come gli altri, ma hanno un ruolo chiave per la salute intestinale, la regolarità, il senso di sazietà e, in parte, anche per la gestione della glicemia e del colesterolo. Le trovi in verdure, frutta, legumi, cereali integrali, frutta secca e semi.
Se stai aumentando le fibre, fallo gradualmente e ricordati di bere a sufficienza: l’abbinamento fibre + idratazione è spesso quello che fa la differenza tra “pancia più leggera” e “gonfiore”.
Carboidrati e indice glicemico: cosa significa davvero
L’indice glicemico (IG) è una misura che descrive quanto rapidamente un alimento contenente carboidrati fa aumentare la glicemia rispetto a un riferimento. In pratica, alcuni carboidrati fanno salire la glicemia più velocemente, altri più lentamente.
Però l’IG non va interpretato come un “voto” assoluto: dipende dalla maturazione del cibo (es. banana più matura), dalla cottura (es. pasta più scotta), dalla lavorazione (farina raffinata vs integrale) e da cosa mangi insieme. Per questo, oltre all’IG, spesso è utile ragionare sul carico glicemico (che considera anche la quantità di carboidrati nella porzione).
In un’alimentazione pratica, l’obiettivo non è vivere con una tabella in mano, ma costruire pasti “stabili”: più verdure, più fibre, porzioni adeguate di carboidrati, e una quota di proteine e grassi buoni che rallentano l’assorbimento.
I carboidrati fanno ingrassare? Dipende da qualità, quantità e abitudini
La domanda “i carboidrati fanno ingrassare?” è comprensibile, ma la risposta corretta è: ingrassa l’eccesso calorico nel tempo, non un singolo nutriente. Detto questo, alcuni tipi di carboidrati (soprattutto zuccheri aggiunti e prodotti ultra-processati) sono più facili da mangiare in eccesso perché poco sazianti, molto appetibili e spesso associati a porzioni grandi.
Al contrario, carboidrati ricchi di fibre (legumi, cereali integrali, verdure amidacee in porzioni adeguate) possono aiutare a controllare la fame e rendere l’alimentazione più sostenibile.
Se stai cercando di gestire il peso, può essere utile osservare alcuni segnali pratici, più che demonizzare un alimento:
Fame che torna presto dopo il pasto
Se dopo colazione o pranzo senti di nuovo fame in 1–2 ore, spesso il pasto era sbilanciato verso carboidrati raffinati e povero di proteine/fibre. Aggiungere yogurt greco, uova, legumi o frutta secca (in quantità) può migliorare la sazietà.
Porzioni “a occhio” che diventano grandi
Pane, pasta e biscotti sono facili da sovrastimare. Usare per un periodo una misura (per esempio il peso a crudo o un piatto più piccolo) può ritarare l’occhio senza trasformare il mangiare in un calcolo continuo.
Snack zuccherati frequenti
Merende e bevande zuccherate ripetute durante la giornata alzano facilmente l’introito energetico senza dare vera sazietà. Sostituire con frutta, yogurt, frutta secca o un panino piccolo integrale può essere un passaggio efficace.
Quanti carboidrati al giorno? Una risposta che va personalizzata
Non esiste un numero unico valido per tutti su quanti carboidrati al giorno. Il fabbisogno varia con età, composizione corporea, livello di attività fisica, obiettivi (mantenimento, dimagrimento, performance), e condizioni come prediabete o diabete.
In assenza di indicazioni mediche specifiche, un approccio equilibrato spesso consiste nel distribuire i carboidrati lungo la giornata, privilegiando quelli ricchi di fibre e riducendo zuccheri aggiunti e prodotti ultra-processati. Per molte persone è più utile ragionare “per piatto” che per grammi.
Un modo semplice per comporre il pasto (adattabile) può essere:
Verdure in abbondanza
Aggiungono volume, fibre e micronutrienti, migliorando sazietà e controllo della glicemia.
Una porzione di carboidrati
Pasta/riso/pane/patate/legumi: la porzione varia, ma l’idea è evitare che sia “tutto il piatto”.
Una porzione di proteine
Legumi, pesce, uova, carni bianche, tofu, latticini: aiutano sazietà e mantenimento della massa muscolare.
Grassi buoni
Olio extravergine, frutta secca, semi: migliorano gusto e stabilità del pasto, senza esagerare con le quantità.
Carboidrati a cena: si possono mangiare?
“Carboidrati a cena sì o no?” è una delle domande più frequenti. In generale, sì: non esiste una regola biologica per cui i carboidrati “di sera” si trasformino automaticamente in grasso. Conta il bilancio complessivo della giornata e della settimana.
Detto questo, alcune persone dormono meglio o hanno meno fame serale quando cenano con una quota moderata di carboidrati complessi (ad esempio riso, patate o pane integrale) insieme a verdure e proteine. Altre preferiscono una cena più leggera e con meno carboidrati. La scelta migliore è quella che ti fa stare bene, ti aiuta a mantenere un’alimentazione regolare e non ti spinge a “sgranocchiare” dopo.
Carboidrati “buoni”: quali scegliere più spesso
Se l’obiettivo è migliorare energia, sazietà e salute metabolica, in genere conviene puntare su fonti di carboidrati poco raffinate e ricche di fibre. Ecco opzioni pratiche da mettere più spesso in rotazione.
Cereali integrali
Pasta e pane integrali, avena, farro, orzo, riso integrale: tendono a saziare di più e a dare un rilascio di energia più graduale rispetto alle versioni raffinate.
Legumi
Ceci, lenticchie, fagioli e piselli: apportano carboidrati, ma anche molte proteine vegetali e fibre, spesso utili nella gestione della fame.
Verdure amidacee
Patate, zucca, mais: non sono “nemiche”, vanno solo porzionate e bilanciate nel piatto, come gli altri carboidrati.
Frutta
Ottima come spuntino o a fine pasto se ti aiuta a chiudere la voglia di dolce. Intera è preferibile al succo, perché contiene più fibre e sazia di più.
Carboidrati “da limitare”: non demonizzarli, ma gestirli
Non serve etichettare cibi “proibiti”, ma è utile sapere quali scelte rendono più facile eccedere senza accorgersene. In molte persone, ridurre questi alimenti migliora rapidamente energia, fame e controllo del peso.
Zuccheri aggiunti e bevande zuccherate
Bibite, succhi, tè zuccherati e energy drink: apportano zuccheri con bassa sazietà. Se ti piacciono, meglio occasioni specifiche e porzioni piccole.
Prodotti da forno industriali e snack
Merendine, biscotti, patatine: spesso combinano zuccheri, farine raffinate e grassi, risultando iper-appetibili.
Pane e cereali molto raffinati
Non sono “veleno”, ma se sono la base quotidiana e mancano fibre e proteine nel pasto, la fame può tornare presto.
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Carboidrati, sport e performance: perché servono (soprattutto in alcuni allenamenti)
Se fai attività fisica, i carboidrati possono diventare un alleato importante. Nei lavori ad alta intensità o di lunga durata, il corpo usa in modo significativo il glicogeno muscolare. Se le scorte sono basse, può aumentare la fatica percepita e calare la performance.
In pratica, la strategia dipende dal tipo di sport e da quanto ti alleni. Per chi si muove poco, spesso basta una quota moderata di carboidrati, di buona qualità. Per chi si allena più volte a settimana (o fa endurance), una quota più alta e una distribuzione attenta possono migliorare recupero e costanza.
Se hai dubbi su come bilanciare carboidrati e allenamento, un supporto personalizzato con un nutrizionista può essere utile per evitare di “tagliare troppo” e ritrovarti scarico, irritabile o con fame incontrollata.
Carboidrati e salute metabolica: glicemia, diabete e insulino-resistenza
In alcune condizioni, la qualità e la distribuzione dei carboidrati diventano particolarmente importanti. Per esempio, in chi ha prediabete o diabete, o in chi presenta insulino-resistenza, pasti molto ricchi di carboidrati raffinati possono favorire picchi glicemici più marcati.
Questo non significa “mai carboidrati”, ma spesso significa: più fibre, più legumi e cereali integrali, porzioni più controllate, carboidrati inseriti in pasti completi (con proteine e grassi buoni), e meno zuccheri aggiunti. La risposta è individuale: anche per questo, se c’è una diagnosi o un sospetto, è importante farsi seguire dal medico e/o dal dietista.
Carboidrati e salute intestinale: il ruolo delle fibre e della regolarità
Quando si parla di benessere digestivo, le fibre sono spesso una leva decisiva. Una dieta troppo povera di carboidrati “vegetali” (verdure, legumi, frutta, cereali integrali) può ridurre l’apporto di fibre e, in alcune persone, peggiorare la regolarità o aumentare il gonfiore per altri motivi (ad esempio pasti più ricchi di grassi e più poveri di volume vegetale).
Se il tuo obiettivo è migliorare la regolarità, la strategia più efficace di solito è graduale:
Aumentare le fibre un passo alla volta
Per evitare fastidi, conviene aggiungere una porzione di verdure o legumi al giorno e valutare la tolleranza.
Idratarsi adeguatamente
Le fibre “funzionano” meglio con un buon apporto di acqua.
Muoversi ogni giorno
Anche una camminata regolare aiuta la motilità intestinale.
Carboidrati e dieta mediterranea: un equilibrio sostenibile
Nel contesto italiano, parlare di carboidrati significa anche parlare di tradizione: pane, pasta, riso e legumi sono pilastri storici. La dieta mediterranea (quando è davvero ricca di verdure, legumi, cereali integrali, olio extravergine e pesce) è spesso un esempio di equilibrio sostenibile: i carboidrati ci sono, ma non “da soli”, e la qualità complessiva del pattern alimentare è ciò che conta.
Un buon obiettivo pratico, più realistico dei divieti, è rendere “normale” il piatto bilanciato e lasciare dolci e prodotti ultra-processati a un ruolo più occasionale.
Quando consultare un medico
È consigliabile consultare il medico (o un professionista della nutrizione) se noti aumento di peso rapido e non spiegato, sete intensa, minzione frequente, stanchezza marcata, fame persistente, oppure se hai familiarità per diabete o valori glicemici alterati. Inoltre, se stai pensando di cambiare drasticamente la tua alimentazione (per esempio eliminare quasi del tutto i carboidrati) e hai patologie, assumi farmaci o sei in gravidanza, è prudente farsi guidare in modo personalizzato.
FAQ sui carboidrati
I carboidrati vanno eliminati per dimagrire?
No, non è necessario eliminarli. Molte persone dimagriscono riducendo l’eccesso calorico e migliorando la qualità dei pasti, senza tagli drastici. In alcuni casi ridurre alcuni carboidrati raffinati aiuta, ma una dieta sostenibile di solito include carboidrati di qualità e porzioni adeguate.
Quali sono i carboidrati migliori?
In generale quelli ricchi di fibre e poco raffinati: cereali integrali, legumi, verdure amidacee in porzioni adeguate e frutta intera. Aiutano sazietà e stabilità della glicemia rispetto a zuccheri aggiunti e farine molto raffinate.
Pane e pasta sono carboidrati “cattivi”?
No. Dipende dalla qualità (integrale o raffinata), dalla porzione e dal contesto del pasto. Pasta al dente con verdure, legumi o una proteina è molto diversa da una porzione grande con condimenti ricchi e poche fibre.
Carboidrati a cena: fanno ingrassare di più?
Non necessariamente. L’aumento di peso dipende soprattutto dal bilancio energetico nel tempo. Per molte persone una quota moderata di carboidrati complessi a cena può persino aiutare a evitare spuntini notturni.
Che differenza c’è tra indice glicemico e carico glicemico?
L’indice glicemico misura la velocità con cui un alimento aumenta la glicemia; il carico glicemico considera anche quanti carboidrati ci sono nella porzione. Nella vita reale il carico glicemico spesso descrive meglio l’impatto del piatto.
Chi ha diabete deve evitare tutti i carboidrati?
No. In genere serve una gestione attenta di qualità, porzioni e distribuzione nella giornata. Molte persone con diabete tollerano bene carboidrati ricchi di fibre (legumi, integrali) dentro pasti completi. La strategia va concordata con il team curante.
AutoreElty
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