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Bonus caregiver 2026: guida aggiornata per chi assiste un familiare

~January 13, 2026
5 minuti
bonus caregiver 2026

Assistere ogni giorno un familiare con disabilità grave o non autosufficienza significa reggere un impegno continuo: tempo, energie, organizzazione, rinunce. Proprio per riconoscere (anche economicamente) questo lavoro di cura non professionale, negli ultimi anni sono stati potenziati strumenti e fondi dedicati ai caregiver familiari. Nel linguaggio comune si parla spesso di “bonus caregiver”, ma in pratica si tratta di un insieme di misure che possono cambiare molto da Regione a Regione, oltre a tutele nazionali già previste (come i permessi della Legge 104 e alcuni congedi).

Questa è una guida aggiornata al bonus caregiver 2026: cosa cambia con la Legge di Bilancio 2026, cosa resta valido rispetto al 2025 e come orientarsi per presentare correttamente domanda. Se vuoi prima un quadro di base (definizioni, logica delle misure, documenti tipici), ti conviene leggere anche la guida al bonus caregiver 2025, che rimane utile come riferimento “di partenza”.

Bonus caregiver 2026: cosa prevede davvero la Legge di Bilancio

La novità più importante per il 2026 è che la Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199) istituisce un Fondo dedicato al sostegno del ruolo di cura e assistenza del caregiver familiare, con una dotazione iniziale e un rafforzamento strutturale dal 2027. In particolare, viene istituito “un Fondo per il finanziamento delle iniziative legislative a sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare” con 1,15 milioni di euro per il 2026 e 207 milioni di euro annui dal 2027, destinato a coprire interventi legislativi per definire la figura del caregiver familiare e riconoscerne il valore sociale ed economico.

Tradotto in parole semplici: il 2026 è un anno di passaggio. Da un lato si consolida l’orientamento verso un riconoscimento più “strutturale” del caregiver; dall’altro, nella pratica quotidiana, molte erogazioni continuano a dipendere da bandi regionali e criteri locali, perché il “bonus” non è un assegno unico nazionale uguale per tutti.

Cosa cambia dal 2025 al 2026 (e cosa resta uguale)

Rispetto a quanto raccontato nella guida 2025, nel 2026 cambia soprattutto il quadro di sistema: la manovra crea un contenitore finanziario pensato per sostenere norme più stabili e un riconoscimento più chiaro del caregiver.

Quello che, invece, in genere resta valido (perché legato ai bandi e alle regole territoriali o a tutele già esistenti) è:

  • la necessità di dimostrare la condizione di disabilità grave o non autosufficienza della persona assistita;

  • l’uso dell’ISEE sociosanitario (con soglie che variano per Regione/Comune);

  • la richiesta di una presa in carico o valutazione dei servizi (in molte realtà).

In altre parole: la novità normativa 2026 è importante, ma per sapere “quanto spetta” e “come si fa domanda” spesso serve ancora guardare alle procedure locali.

Chi può avere il bonus caregiver 2026: requisiti tipici

I requisiti possono cambiare in base al territorio, ma i bandi e le misure dedicate al caregiver familiare tendono a ruotare intorno a tre elementi:

  1. Condizione della persona assistita: frequentemente è richiesto un riconoscimento di disabilità grave (ad esempio Legge 104, art. 3 comma 3) oppure una condizione di non autosufficienza certificata secondo criteri socio-sanitari.

  2. Ruolo del caregiver: in genere il caregiver è un familiare che presta assistenza continuativa e gratuita. Alcune misure richiedono convivenza o assistenza “prevalente”, altre valorizzano la continuità e la responsabilità di cura.

  3. Condizione economica: spesso viene richiesto un ISEE entro una soglia definita dal bando (Regione, Comune o Ambito territoriale sociale).

Come dimostrare di essere caregiver nel 2026

Anche nel 2026 la regola d’oro è: documenti completi = domanda più solida. Nella pratica, ciò che viene richiesto più spesso include:

  • verbale o certificazione che attesti la condizione della persona assistita;

  • documentazione ISEE aggiornata;

  • dichiarazioni/attestazioni sul ruolo di cura (e, quando previsto, presa in carico dei servizi).

Un aspetto che nel tempo è diventato centrale è la continuità dell’assistenza: molti percorsi territoriali cercano di distinguere chi supporta saltuariamente da chi regge la cura quotidiana.

Bonus caregiver 2026: importi e durata (perché non sono uguali ovunque)

Qui è fondamentale essere chiari: nel 2026 non esiste un “listino nazionale” unico del bonus caregiver. Anche quando il contributo è chiamato “bonus”, l’importo può dipendere da:

  • fondi disponibili nel territorio,

  • livello di bisogno assistenziale,

  • ISEE,

  • priorità fissate dal bando.

Per questo, la parte più “operativa” della guida 2026 è: individuare il canale giusto (Regione/Comune/ambito sociale) e verificare requisiti, scadenze, graduatorie.

Bonus caregiver e altri aiuti che nel 2026 contano davvero

Quando si parla di sostegni al caregiver, spesso il valore reale non è dato da un solo contributo, ma dalla somma di più tutele: economiche, lavorative, fiscali e di servizi.

In particolare, molte famiglie affiancano alle misure territoriali anche strumenti nazionali di welfare e inclusione. Ad esempio, l’Assegno di Inclusione (ADI) resta una misura centrale per i nuclei in condizioni di fragilità, con regole specifiche e una scala di equivalenza che tiene conto anche di situazioni di disabilità e carichi di cura (con coefficienti dedicati).

Come fare domanda per il bonus caregiver 2026

Nel concreto, la richiesta del “bonus caregiver” avviene spesso seguendo uno di questi percorsi:

  • Bando regionale o comunale (o tramite Ambito territoriale sociale), con modulistica e graduatoria;

  • accesso a misure collegate a servizi di assistenza domiciliare o progetti di sollievo;

  • in alcuni casi, bandi o prestazioni gestite tramite portali dedicati (quando previsto dalla misura specifica).

Il consiglio pratico, nel 2026, è non aspettare “l’uscita del bonus” come se fosse una prestazione unica nazionale: conviene invece controllare periodicamente i canali del proprio territorio e aggiornare per tempo ISEE e documentazione sanitaria.

Un riferimento utile: i decreti di riparto e le misure territoriali

Per capire perché le procedure siano spesso locali, basta vedere come negli anni recenti siano stati pubblicati decreti che disciplinano criteri e modalità di riparto di risorse destinate ai caregiver, demandando poi l’attuazione alle Regioni e agli ambiti territoriali. Ad esempio, per il 2024 è stato pubblicato un decreto che disciplina criteri e riparto di una quota di risorse per interventi a favore del caregiver familiare.

Questo schema aiuta a leggere anche il 2026: la cornice nazionale si rafforza, ma l’accesso “vero” passa spesso da bandi, valutazioni e organizzazione dei servizi sul territorio.

Un aiuto pratico per organizzare la cura: la gestione quotidiana conta

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FAQ sul bonus caregiver 2026

Il bonus caregiver 2026 è un assegno unico nazionale?

No: nel 2026 il “bonus caregiver” resta, nella pratica, un insieme di misure spesso territoriali. La Legge di Bilancio 2026 istituisce un Fondo e rafforza l’impianto, ma importi e accesso possono dipendere dai bandi locali.

Cosa cambia davvero con la Legge di Bilancio 2026?

La Legge di Bilancio 2026 istituisce un Fondo dedicato, con risorse nel 2026 e un finanziamento molto più consistente a partire dal 2027, finalizzato anche a definire e riconoscere la figura del caregiver familiare.

Bonus caregiver 2026 e Assegno di Inclusione: sono compatibili?

Dipende dalla misura specifica, ma in generale possono coesistere perché agiscono su piani diversi. L’ADI è una misura nazionale con regole e scale di equivalenza che considerano disabilità e carichi di cura.

Dove si presenta la domanda nel 2026?

Spesso tramite Regione/Comune/Ambito sociale (bando e graduatoria). In altri casi, la domanda segue canali previsti dalla singola misura. Verifica sempre la procedura ufficiale del tuo territorio.


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