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Acido folico in gravidanza: dosaggio, quando iniziare e perché è fondamentale

~April 15, 2026
11 minuti
donna prende acido folico in gravidanza

Ci sono cose che si fanno quasi per istinto quando si scopre di aspettare un bambino: la prima ecografia, la scelta del ginecologo, magari qualche libro sul parto. Ma una delle indicazioni più importanti arriva ancora prima: l'integrazione di acido folico in gravidanza, e idealmente già nei mesi che precedono il concepimento. Eppure molte donne iniziano ad assumerlo solo dopo aver scoperto la gravidanza, spesso troppo tardi rispetto alla finestra temporale più critica per il suo effetto protettivo.

Questo articolo ti accompagna attraverso tutto quello che è utile sapere sull'acido folico: cosa fa nel tuo corpo, quando iniziare, quanto assumerne e quali alimenti possono supportarti. Informazioni concrete, basate sulle indicazioni delle principali autorità sanitarie, per affrontare questo momento con maggiore consapevolezza.

Se stai pianificando una gravidanza o hai appena scoperto di essere incinta, quello che leggerai nelle prossime righe ti aiuterà a capire perché questa vitamina è considerata una delle integrazioni più raccomandate in assoluto dalla medicina perinatale moderna.

Cos'è l'acido folico (vitamina B9)?

L'acido folico è la forma sintetica della vitamina B9, una vitamina idrosolubile del gruppo B essenziale per numerosi processi biologici fondamentali. Il termine "folato" indica invece la forma naturale della stessa vitamina, presente negli alimenti. Entrambe le forme svolgono ruoli simili nell'organismo, ma con differenze importanti in termini di biodisponibilità, di cui parliamo più avanti.

La vitamina B9 è coinvolta nella sintesi del DNA, nella divisione cellulare e nella formazione dei globuli rossi. È indispensabile in tutte le fasi della vita, ma diventa particolarmente critica nei momenti di rapida crescita cellulare: l'infanzia, l'adolescenza e, soprattutto, la gravidanza. L'organismo non è in grado di produrla autonomamente in quantità sufficienti, per questo deve essere introdotta attraverso l'alimentazione o, quando il fabbisogno aumenta, tramite integratori specifici.

Perché l'acido folico è fondamentale in gravidanza?

Durante la gravidanza, il fabbisogno di acido folico aumenta in modo significativo. Il feto in crescita richiede una quantità elevata di questa vitamina per sostenere la rapida moltiplicazione cellulare che caratterizza le prime settimane di sviluppo. Se le riserve materne sono insufficienti, le conseguenze possono essere serie, sia per il bambino che per la gestante.

Per la futura mamma, una carenza di vitamina B9 può favorire lo sviluppo di anemia megaloblastica, una forma di anemia in cui i globuli rossi prodotti sono di dimensioni anomale e non funzionano correttamente. Per il feto, invece, il rischio più documentato riguarda i difetti del tubo neurale, malformazioni gravi che si sviluppano nelle primissime settimane di vita embrionale. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, un'adeguata supplementazione periconcezionale di acido folico riduce il rischio di questi difetti fino al 70%.

Il ruolo chiave dell'acido folico per prevenire i difetti del tubo neurale

I difetti del tubo neurale sono malformazioni congenite che colpiscono il cervello, il midollo spinale e la colonna vertebrale. I più comuni sono la spina bifida, in cui la colonna vertebrale non si chiude correttamente, e l'anencefalia, una condizione incompatibile con la vita in cui parte del cervello non si sviluppa. In Italia, secondo i dati del Registro Nazionale dei Difetti Congeniti (RNDC), la prevalenza di queste malformazioni è stimata intorno a 6-7 casi ogni 10.000 nati.

Il tubo neurale si forma e si chiude tra il 21° e il 28° giorno dal concepimento, un periodo in cui molte donne non sanno ancora di essere in gravidanza. È proprio per questo che aspettare la conferma della gravidanza per iniziare l'integrazione è spesso insufficiente: la finestra d'azione più importante è già passata. La prevenzione passa quindi necessariamente attraverso il periodo periconcezionale, cioè i mesi immediatamente precedenti al concepimento.

Quando iniziare ad assumere l'acido folico e per quanto tempo?

Le linee guida italiane ed europee, incluse quelle del Ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità, raccomandano di iniziare l'assunzione di acido folico almeno un mese prima del concepimento, con preferenza per un anticipo di tre mesi. Questa indicazione vale per tutte le donne che stanno pianificando una gravidanza, indipendentemente dall'alimentazione seguita.

Per quanto riguarda la durata, la supplementazione deve continuare per tutta la durata del primo trimestre, fino alla dodicesima settimana di gestazione. In molti casi, il ginecologo consiglia di proseguire l'assunzione per l'intera gravidanza, poiché la vitamina B9 continua a supportare la crescita del sistema nervoso, la formazione del sangue fetale e altri processi dello sviluppo. La valutazione specifica va sempre condivisa con lo specialista di riferimento, che terrà conto della situazione individuale.


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Dosaggio raccomandato: quanto acido folico assumere?

Per la maggior parte delle donne in gravidanza o in fase di pianificazione, il dosaggio raccomandato di acido folico è di 0,4 mg al giorno, pari a 400 microgrammi. Questa quantità è sufficiente a coprire il fabbisogno aumentato nella popolazione generale e corrisponde a quanto indicato dalle principali linee guida internazionali, tra cui quelle dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Esistono tuttavia situazioni in cui il fabbisogno è maggiore. In presenza di una precedente gravidanza complicata da difetti del tubo neurale, in caso di diabete, obesità, uso di farmaci antiepilettici o celiachia non trattata, lo specialista può indicare un dosaggio superiore, fino a 5 mg al giorno. Anche in questi casi, la decisione sul dosaggio più adatto spetta sempre al ginecologo o al medico curante, che valuteranno la situazione in modo personalizzato.

Carenza di acido folico: quali sono i rischi e i sintomi?

La carenza di acido folico in gravidanza è più comune di quanto si pensi, soprattutto in chi segue diete povere di verdure fresche o ha condizioni che riducono l'assorbimento intestinale di questa vitamina. I segnali di una carenza possono essere subdoli e facilmente confusi con la normale stanchezza della gestazione.

Tra i sintomi più frequenti ci sono stanchezza persistente, pallore, difficoltà di concentrazione e irritabilità, tutti riconducibili all'anemia megaloblastica che si sviluppa quando la produzione di globuli rossi è compromessa. Sul versante fetale, come già detto, il rischio principale riguarda i difetti del tubo neurale, ma una carenza prolungata può influenzare anche la crescita generale e lo sviluppo del sistema nervoso centrale. Se sospetti una carenza o hai fattori di rischio specifici, è importante parlarne con il tuo specialista prima di modificare autonomamente l'integrazione.

Alimenti ricchi di acido folico: cosa mangiare in gravidanza

Gli alimenti ricchi di folati rappresentano un contributo importante al fabbisogno quotidiano, anche se, come vedremo, raramente sono sufficienti da soli durante la gravidanza. Una dieta varia e colorata resta comunque la base di ogni percorso di salute, anche in questo periodo.

Le fonti alimentari più ricche di folati naturali includono le verdure a foglia verde scuro come spinaci, broccoli, asparagi e lattuga romana, i legumi come lenticchie, ceci e fagioli, le arachidi, il fegato (da consumare con moderazione in gravidanza e sempre ben cotto), gli agrumi e i loro succhi freschi, le uova e i cereali integrali. Un aspetto importante da tenere a mente è che i folati sono sensibili al calore e si disperdono facilmente in acqua: cuocere le verdure al vapore o in modo breve preserva meglio il contenuto vitaminico rispetto alla bollitura prolungata.

Nonostante una dieta ricca di questi alimenti, la biodisponibilità dei folati naturali è inferiore a quella dell'acido folico sintetico negli integratori. Per questo motivo, le linee guida indicano che l'alimentazione da sola non è sufficiente a coprire il fabbisogno in gravidanza: l'integrazione resta necessaria.

Integratori di acido folico: quali scegliere?

Gli integratori di acido folico sono disponibili in diverse formulazioni: in forma singola, oppure all'interno di multivitaminici specifici per la gravidanza che combinano più nutrienti utili alla gestante, come il ferro, lo iodio, la vitamina D e il calcio. La scelta della formulazione più adatta varia in base alle esigenze individuali e va condivisa con il proprio ginecologo.

Vale la pena sapere che esistono integratori contenenti la forma già attiva della vitamina B9, chiamata 5-MTHF o metilfolato. Questa forma può essere particolarmente utile per le donne che presentano varianti genetiche del gene MTHFR, una condizione relativamente comune che riduce la capacità dell'organismo di convertire l'acido folico nella sua forma biologicamente attiva. In questi casi, il metilfolato viene assorbito e utilizzato direttamente senza necessità di conversione. Anche questa scelta, però, merita una valutazione personalizzata con lo specialista.

Acido folico e folati: qual è la differenza?

Sebbene i termini vengano spesso usati come sinonimi, acido folico e folati non sono identici. I folati sono la forma naturale della vitamina B9, presenti negli alimenti di origine vegetale e animale. L'acido folico è invece la forma sintetica, prodotta in laboratorio e utilizzata negli integratori e negli alimenti arricchiti. La sua biodisponibilità è maggiore rispetto ai folati alimentari: se assunto a stomaco vuoto, l'acido folico viene assorbito quasi completamente, mentre i folati naturali hanno una biodisponibilità stimata intorno all'50-80%.

Il 5-MTHF (5-metiltetraidrofolato), infine, è la forma già attiva e pronta all'uso da parte delle cellule. A differenza dell'acido folico standard, non richiede l'azione dell'enzima MTHFR per essere metabolizzato. Questa distinzione è rilevante soprattutto per chi ha una variante genetica che riduce l'attività di quell'enzima, ma anche per chi cerca una forma particolarmente efficiente di integrazione. Il tuo ginecologo o medico curante può aiutarti a capire quale forma sia più indicata per il tuo percorso.

Quando consultare uno specialista

Se stai pianificando una gravidanza, il momento migliore per parlare di acido folico con un ginecologo è prima ancora del concepimento. Una visita preconcezionale ti permette di valutare il tuo stato nutrizionale di partenza, identificare eventuali fattori di rischio e impostare l'integrazione più adatta alla tua situazione individuale.

Rivolgiti allo specialista anche se hai già una gravidanza in corso e non hai ancora iniziato l'integrazione: non è mai troppo tardi per iniziare, e il ginecologo saprà indirizzarti sulla strategia migliore. È importante consultare uno specialista anche in caso di gravidanze precedenti con complicanze, in presenza di malattie croniche come il diabete o la celiachia, se segui terapie farmacologiche che possono interferire con l'assorbimento dei folati, o se hai ricevuto una diagnosi di variante genetica MTHFR.


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Domande frequenti sull'acido folico in gravidanza

Che succede se non si prende acido folico in gravidanza?

Una carenza di acido folico in gravidanza aumenta in modo significativo il rischio di difetti del tubo neurale nel feto, come la spina bifida e l'anencefalia. Può inoltre favorire lo sviluppo di anemia megaloblastica nella gestante e influenzare negativamente altri aspetti dello sviluppo fetale, soprattutto nelle primissime settimane di vita embrionale.

Quando è consigliato iniziare ad assumere l'acido folico?

L'assunzione di acido folico è raccomandata almeno un mese prima del concepimento, idealmente tre mesi prima. Il tubo neurale del feto si chiude entro la quarta settimana dal concepimento, spesso prima che la gravidanza venga confermata. Iniziare nel periodo periconcezionale è quindi fondamentale per garantire la massima efficacia protettiva.

Quanto acido folico si deve assumere in gravidanza?

Il dosaggio di acido folico raccomandato per la maggior parte delle donne in gravidanza è di 0,4 mg (400 microgrammi) al giorno. In presenza di fattori di rischio specifici, come una precedente gravidanza con difetti del tubo neurale o l'assunzione di farmaci antiepilettici, lo specialista può indicare dosi più elevate, fino a 5 mg al giorno.

Qual è il miglior acido folico da prendere in gravidanza?

La scelta dell'integratore di acido folico più adatto varia in base alla situazione individuale. Alcune persone metabolizzano meglio la forma attiva 5-MTHF (metilfolato), soprattutto in presenza di varianti genetiche del gene MTHFR. Confrontarsi con il proprio ginecologo prima di scegliere un integratore consente di individuare la forma e il dosaggio più appropriati.

A cosa serve l'acido folico prima della gravidanza?

L'acido folico assunto prima della gravidanza serve a costruire riserve adeguate di vitamina B9 nell'organismo. Questo è essenziale perché il tubo neurale si forma nelle primissime settimane di vita embrionale, spesso prima che la donna sappia di essere in attesa. Iniziare l'integrazione nel periodo periconcezionale riduce concretamente il rischio di malformazioni congenite gravi.

Fino a che mese si deve prendere l'acido folico in gravidanza?

Le linee guida raccomandano di continuare l'assunzione di acido folico almeno fino alla fine del primo trimestre, ovvero fino alla dodicesima settimana di gravidanza. In molti casi il ginecologo consiglia di proseguire per tutta la gestazione, poiché la vitamina B9 continua a sostenere lo sviluppo fetale anche nei trimestri successivi.

Gli alimenti ricchi di folati sono sufficienti in gravidanza?

Gli alimenti ricchi di folati, come legumi, verdure a foglia verde scuro e agrumi, contribuiscono al fabbisogno quotidiano di vitamina B9, ma raramente sono sufficienti da soli in gravidanza. La biodisponibilità dei folati naturali è inferiore a quella dell'acido folico sintetico contenuto negli integratori, per questo la supplementazione rimane raccomandata anche in caso di dieta equilibrata.

Qual è la differenza tra acido folico e folati?

I folati sono la forma naturale della vitamina B9, presenti negli alimenti. L'acido folico è la forma sintetica utilizzata negli integratori, con una biodisponibilità superiore. Il 5-MTHF (metilfolato) è la forma già biologicamente attiva, particolarmente utile per chi ha difficoltà a convertire l'acido folico standard a causa di specifiche varianti genetiche del gene MTHFR.

Fonti

  1. Istituto Superiore di Sanità (ISS), "Acido folico e folati: raccomandazioni per la prevenzione dei difetti del tubo neurale", Epicentro, 2023.

  2. Ministero della Salute, "Raccomandazioni per la supplementazione con acido folico in gravidanza", Decreto e Circolare Ministeriale, aggiornamento 2022.

  3. World Health Organization (WHO), "Guideline: Optimal serum and red blood cell folate concentrations in women of reproductive age for prevention of neural tube defects", WHO, 2015.

  4. Registro Nazionale dei Difetti Congeniti (RNDC), "Rapporto annuale sui difetti congeniti in Italia", Istituto Superiore di Sanità, 2021.

  5. NICE (National Institute for Health and Care Excellence), "Antenatal care — uncomplicated pregnancy: folic acid supplementation", NICE Guideline NG201, 2021.

  6. Lassi ZS, Salam RA, Haider BA, Bhutta ZA, "Folic acid supplementation during pregnancy for maternal health and pregnancy outcomes", Cochrane Database of Systematic Reviews, 2013.

  7. Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), "Linee guida sulla supplementazione nutrizionale in gravidanza", SIGO, 2019.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono una valutazione medica personalizzata.


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