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Magnetoterapia: Definizione, Benefici e Guida Completa al Trattamento

Revisionato da: Elty~April 15, 2024
9 minuti

Magnetoterapia: cosa è e chi se ne occupa

La magnetoterapia è una branca della medicina alternativa che si serve dei campi magnetici per analizzare, gestire e attenuare diverse condizioni mediche o patologie che possono affliggere un paziente.

L’approccio terapeutico alla base della magnetoterapia pianta le sue radici sull’attuazione di campi magnetici esterni al corpo, per favorire la ripresa e aumentare il benessere generale. 

La scienza che ispira la magnetoterapia è focalizzata sul concetto che i campi magnetici possano influire positivamente sulle cellule, i tessuti e i sistemi del corpo umano, incentivando la circolazione sanguigna, diminuendo l’infiammazione e stimolando le fasi di aggiustatura naturale del corpo.

L’esercizio della magnetoterapia è utilizzata da varie figure di esperti nel campo della salute tra i quali fisioterapisti, chiropratici e medici specializzati in medicina alternativa e complementare. Gli specialisti in tale ambito impiegano dispositivi magnetici di diverse forme e intensità, adeguando il trattamento alle precise esigenze del paziente.

La terapia può essere applicata tramite dispositivi indossabili quali braccialetti e cinture o per mezzo di dispositivi di dimensioni più grandi e complessi a seconda della situazione. Vi sono diverse possibilità per il paziente di decidere con sicurezza la struttura in cui effettuare la magnetoterapia.

Numerose cliniche di fisioterapia privata e centri di medicina alternativa consentono infatti di accedere a trattamenti di magnetoterapia. Anche ospedali pubblici e strutture sanitarie che si concentrano sui metodi olistici e complementari alla cura permettono di fissare una seduta. In Italia una seduta di magnetoterapia presso una clinica privata ha un prezzo compreso tra i 50 euro e i 150 euro.

All’occorrenza la magnetoterapia a casa si serve di apparecchiature magnetiche ideate per l’uso domestico, che spaziano da magneti più semplici a dispositivi indossabili e apparecchiature più particolari che possono però essere facilmente utilizzate, senza la presenza di un professionista sanitario.

Ciò permette di offrire un’alternativa pratica e non invasiva nella gestione di disturbi fastidiosi come dolori articolari e muscolari, problemi di circolazione e infiammazioni, aumentando così i processi di guarigione.

Sfruttando la tecnologia moderna, i dispositivi per la magnetoterapia a casa risultano sempre più efficaci, comodi da usare e adattabili a più necessità individuali, evitando dunque al paziente di doversi recare presso cliniche specializzate per ulteriori trattamenti.

La magnetoterapia a casa offre vantaggi preziosi come la possibilità di svolgere trattamenti che rispecchiano il proprio programma, la possibilità di integrare la terapia con altre forme di cura e il risparmio di tempo e denaro. In presenza di condizioni mediche gravi, tuttavia, il paziente deve sempre preferire una consulenza medica qualificatapresso una clinica adeguata.

Magnetoterapia: come funziona

La magnetoterapia funziona sfruttando i campi magnetici per orientare diversi processi biologici all’interno del corpo umano e si fonda sull’idea che i campi magnetici, se posti a contatto con il corpo, agiscono in maniera positiva sullo stato di salute e sul benessere generale. 

La tesi alla base di questo metodo è che i campi magnetici condizionano il movimento degli ioni e delle molecole nelle cellule, stimolando la circolazione sanguigna, favorendo il metabolismo cellulare e perfezionando il processo di guarigione naturale del corpo. 

Il campo magnetico, nel momento in cui viene messo a contatto con una zona specifica del corpo, fa sì che vi sia una sorta di stimolazione elettrica a livello cellulare, che collabora nello stabilizzare le funzioni cellulari che potrebbero risultare alterate da lesioni, patologie o altre situazioni mediche. 

Si ritiene che l’applicazione di campi magnetici possa favorire la circolazione sanguigna migliorando il flusso di sangue nell’area interessata, agendo in maniera benefica per il recupero da lesioni o per condizioni che comportano infiammazione e dolore. Un maggior afflusso di sangue, infatti, comporta un aumento dell’ossigeno e dei nutrienti fondamentali nella riparazione dei tessuti.

Inoltre la magnetoterapia è utile per il suo potenziale ruolo nel diminuire l’infiammazione e nell’alleggerire il dolore. I campi magnetici possono ridurre l’infiammazione, intervenendo sui processi cellulari che influenzano la risposta infiammatoria. Questa capacità agisce efficacemente sulla diminuzione del gonfiore o del dolore, contribuendo ad aumentare la mobilità e la qualità della vita del paziente. 

La ricerca e gli studi scientifici sulla magnetoterapia sono tutt’ora in corso e, nonostante alcuni esperti sostengano l’efficacia per determinate condizioni, la comprensione totale delle sue caratteristiche resta ancora incompleta

La diversità dei dispositivi di magnetoterapia disponibili in termini di intensità del campo magnetico, di durata del trattamento e di modalità d’applicazione, testimoniano l’ampio numero di approcci possibili all’interno della magnetoterapia. Una sessione richiede solitamente dai 25 ai 35 minuti anche se per una maggiore efficacia il tempo necessario può leggermente aumentare toccando l’ora.

Aumento del dolore dopo la magnetoterapia: cosa significa

Non deve sorprendere il paziente un aumento del dolore dopo la magnetoterapia, poiché questa eventualità non rappresenta una spia di un peggioramento delle proprie condizioni o di un trattamento non efficace, bensì va inteso come parte del processo di guarigione e adattamento del corpo alla terapia.

Una spiegazione per il momentaneo aumento dolore dopo magnetoterapia è dovuta principalmente alla reazione del corpo all’aumento dell’attività cellulare e della circolazione sanguigna causato dai campi magnetici. Nel caso in cui la circolazione venga stimolata in una zona antecedentemente infiammata o lesionata può presentarsi un aumento temporaneo del gonfiore o dell’infiammazione, responsabile della sensazione di dolore maggiore.

L’effetto è generalmente di breve durata e va calando d’intensità man mano che il corpo si adatta al trattamento e beneficia degli effetti curativi dati dai campi magnetici.

Vi sono poi fattori quali l’età e lo stato di salute generale, la natura specifica della condizione trattata e la risposta individuale alla terapia. In determinati scenari può essere necessario cambiare l’intensità del campo magnetico, la durata delle sessioni o la frequenza dei trattamenti per massimizzare i risultati e minimizzare il disagio.

Pertanto un aumento del dolore dopo magnetoterapia non deve destare particolari preoccupazioni alla persona, ma nel caso in cui il dolore persista o si aggravi particolarmente è indispensabile contattare un professionista medico al fine di poter formulare una diagnosi accurata che escluda ulteriori cause responsabili dell’incremento del dolore. 

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Magnetoterapia: quando farla

Una delle principali peculiarità della magnetoterapia è che consente di essere utilizzata per molteplici condizioni, servendosi dei campi magnetici per incentivare il benessere e incoraggiare il processo di guarigione.

La scelta su quando intraprendere la magnetoterapia deve avvenire dopo aver consultato un medico qualificato. Il seguente schema ti consentirà di comprendere chiaramente quali sono i casi più frequenti e perché può risultare una soluzione valida:

- I campi magnetici collaborano nel diminuire l’infiammazione e favorire la circolazione offrendo sollievo dal dolore, per cui la magnetoterapia è spesso utilizzata per diminuire il dolore cronico o acuto indice di condizioni quali artrite, mal di schiena, cervicale e altre forme di disturbi muscolo-scheletrici;

- Atleti o persone che soffrono lesioni sportive come distorsioni, stiramenti muscolari o ai tessuti molli, traggono beneficio dalla terapia per diminuire i tempi di recupero, riducendo l’infiammazione e stimolando la riparazione dei tessuti;

- Condizioni che influenzano la circolazione tipo il diabete possono essere gestite tramite la magnetoterapia, poiché in grado di aumentare il flusso sanguigno e prevenire complicazioni;

- La terapia può servire dopo un intervento chirurgico per stimolare la guarigione più rapida dei tessuti, diminuire il gonfiore e contenere il dolore nella zona interessata;

- Problematiche dermatologiche quali ulcere da decubito o l’eczema possono essere trattate con la magnetoterapia, che migliora la circolazione e favorisce la rigenerazione della pelle;

- Viene impiegata come parte di un processo di trattamento per l’osteoporosi, per stimolare la densità ossea e ridurre il rischio di fratture;

- L’applicazione di campi magnetici ha un effetto calmante sul sistema nervoso, intervenendo positivamente sullo stress e sulla qualità del sonno.

Magnetoterapia al ginocchio: cosa cura

La magnetoterapia ginocchio è tra le più diffuse e fonda il suo funzionamento sull’applicazione di campi magnetici direttamente sull’area interessata con lo scopo di sollecitare i processi naturali di guarigione del corpo da condizioni come artriti, distorsioni, lesioni meniscali e artrosi. 

Si tratta di un procedimento non invasivo e privo di effetti collaterali significativi, che incentiva la circolazione sanguigna locale, limita infiammazione e gonfiore e sveltisce il recupero dei tessuti danneggiati. I campi magnetici hanno poi un effetto analgesico collaborando nel calo della percezione del dolore nell’articolazione del ginocchio.

Il paziente deve decidere di sottoporsi alla magnetoterapia ginocchio solamente dopo consiglio di un medico qualificato, che abbia esaminato la storia clinica del paziente e stabilito con certezza se realmente la magnetoterapia sia l’opzione terapeutica maggiormente indicata. 

Per concludere, la magnetoterapia al ginocchio deve essere coadiuvata dallo svolgimento di fisioterapia, esercizi specifici e modifiche dello stile di vita da parte della persona. 

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Magnetoterapia: controindicazioni 

Nel campo della magnetoterapia le controindicazioni sono argomento di dibattito e devono essere sempre valutate correttamente e con la massima attenzione. Da notare che la percezione individuale del trattamento è differente e la maggior parte dei pazienti accusa semplicemente fastidio o effetti collaterali leggeri quali sensazioni di calore o formicolio nell’area trattata.

Una delle più importanti preoccupazioni riguarda l’utilizzo della magnetoterapia nei pazienti che presentano dispositivi medici impiantati quali pacemaker o defibrillatori cardiaci. I campi magnetici prodotti nel corso della terapia possono interferire con il funzionamento di tali dispositivi mettendo a rischio la salute dell’individuo. 

Altresì, nonostante non vi siano evidenze comprovate, molti professionisti suggeriscono di evitare la magnetoterapia durante il periodo della gravidanza come misura precauzionale per scongiurare qualsiasi eventuale rischio per lo sviluppo del feto.

Anche i pazienti affetti da tumore o con una storia pregressa di cancro devono affidarsi ad un medico specialista che possa verificare subito con cura rischi e benefici ed eventuali controindicazioni per la magnetoterapia.

Inoltre le persone che soffrono di gravi malattie infettive o in presenza di emorragie acute, saranno sottoposti alla magnetoterapia con molta cautela, poiché la stimolazione della circolazione sanguigna può peggiorare le loro condizioni.

FAQ Magnetoterapia: le risposte alle domande più frequenti

A cosa serve la magnetoterapia?

La magnetoterapia è una forma di trattamento non invasivo, che utilizza i campi magnetici per stimolare il benessere e supportare il processo di guarigione del corpo. È impiegata per alleviare il dolore, diminuire l’infiammazione, migliorare la circolazione sanguigna, favorire la rigenerazione dei tessuti. Inoltre è utile nel trattamento di condizioni quali artrite, dolori articolari, lesioni sportive e recupero post-chirurgico, viene quindi applicata per diminuire il dolore cronico e incoraggiare la guarigione di fratture ossee. Consente infine di ottenere una visione particolareggiata e alternativa della gestione del dolore e della riabilitazione. 

Come funziona la magnetoterapia?

Il principio di funzionamento della magnetoterapia è dato dalla capacità dei campi magnetici di condizionare le cellule, i tessuti e i sistemi biologici a livello molecolare. La presenza di un campo magnetico incentiva l’attività cellulare e la circolazione sanguigna, stimolando l’ossigenazione e il nutrimento dei tessuti, riducendo l’infiammazione e il dolore e accelerando la riparazione dei tessuti danneggiati. I campi magnetici applicati durante la magnetoterapia penetrano in profondità nel corpo senza arrecare danni o dolore e la terapia può essere somministrata tramite dispositivi indossabili tipo fasce o braccialetti magnetici o attraverso congegni più articolati in ambienti clinici. 

Quante volte al giorno si può fare la magnetoterapia?

Le sessioni di magnetoterapia possono variare da una sola a più di una al giorno con una durata che può spaziare da 25 minuti fino ad un’ora o anche di più. Per il trattamento del dolore acuto è necessario effettuare diverse sessioni brevi distribuite nell’arco di una giornata, mentre per il trattamento di patologie croniche o per l’uso di dispositivi di magnetoterapia a bassa intensità, una o due sessioni al giorno sono sufficienti.

Per artrosi meglio ultrasuoni o magnetoterapia?

La scelta tra ultrasuoni e magnetoterapia per trattare l’artrosi varia in base a diversi fattori, in quanto le due tecniche hanno benefici unici e agiscono in maniera lievemente diversa. La decisione finale in ogni caso va presa al termine di una discussione con un professionista sanitario in grado di stabilire quale sia quella più indicata per massimizzare i benefici.

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